Architettura franco-veneta nel Regno di Cipro (parte II)

I protagonisti occidentali.

Lo sviluppo evolutivo dell’architettura a Cipro, dai modi romanico-bizantini, attraverso le esperienze gotiche, sino alle manifestazioni rinascimentali italianeggianti, è spunto per un inciso sul ruolo che, nel tempo, acquista la figura del maestro costruttore.

Proprio in coincidenza con l’enorme slancio edificatorio della stagione gotica, cresce d’importanza la prestazione organizzativa e operativa del magister, cioè di colui che è “magis“, è “di più”, è maestro nei riguardi della manovalanza.

E’ colui che conosce l’arte, è depositario della scienza architettonica nel suo aspetto meccanico-tecnico e, come caposcuola, ne tramanderà agli apprendisti le regole e le formule, in un rapporto corporativistico di sapore iniziatico.

E’ infatti durante l’età del gotico che le associazioni dei machinatores o machiones, vale a dire gli addetti alle “macchine” edili (cioè: gli apparati di cantiere), si riuniscono in congregazioni di muratori (e il termine francese maçon è ancora più aderente alla voce latino-medioevale).

E, come tutte le corporazioni dell’epoca, anch’essi usano riunirsi in logge di appartenenza. Con il Quattrocento e con l’influsso culturale umanistico italiano, l’architetto si connota come forte personalità progettuale che, partendo da canoni e tipi stilistici, elabora forme caratterizzate e individualizzate; assume cioè una propria valenza artistico-creativa.

Si è accennato, in precedenza, ad alcuni nomi di maestri e architetti europei presenti a Cipro nel periodo del regno dei Lusignano e della successiva signoria veneta, i quali scandiscono il passaggio dalle varie fasi gotiche due-trecentesche sino all’affermazione della Maniera italiana in pieno Cinquecento.

Filippo Cinardo

Si ha notizia della presenza a Cipro, attorno al primo quarto del XIII secolo, di Filippo Cinardo, ingegnere militare (che fu anche ammiraglio e goverantore di Corfù) – presumibilmente di origine francese giacché ci è noto anche come Philippe Chinard – al seguito di Federico II di Svevia di ritorno dalla VI crociata in Terra Santa nel 1229. L’imperatore normanno lo volle con sé in Puglia ove gli affidò la sovrintendenza dei lavori al castello di Trani. Non è azzardato ipotizzare che a Cipro Filippo Cinardo fosse impegnato nella fortificazione delle postazioni difensive dell’isola latinizzata.

Eudes de Montreuil

Vissuto tra il 1220 e il 1289, Eudes fu architetto al seguito di Luigi IX, con cui partecipò alla VII crociata e lo si sa di nuovo in Francia nel 1254. Gli si attribuiscono: la fortificazione di Giaffa in Terra Santa e, testimonianza del suo passaggio a Cipro, la chiesa di S. Giorgio dei Latini a Famagosta; nonché gli interventi duecenteschi al castello di Limassol (poi rimaneggiato nel corso dei secoli dai successivi inquilini, veneziani e infine turchi) e, forse (con qualche dubbio di natura cronologica),, la cattedrale di Nicosia.

Jean Langlois

Citato anche come Langlais o, trascritto alla latina, come Johannes Anglicus (a indicarne una presumibile derivazione dall’Oltremanica), il maestro è atti vo nella seconda metà del XIII secolo nel S. Urbano di Troyes, iniziandone nel 1262 la costruzione del coro, secondo i bei modi gotici della Champagne: slancio verticale e alleggerimento delle pareti con amplissimi e decorati trafori. Poiché si ha notizia che nel 1267 Jean Langlois era partito come crociato e poiché non sono innegabili assonanze tra la cattedrale di Famagosta e la chiesa di Troyes, qualcuno gliene ha attribuito la paternità, messa però in dubbio dalla datazione. Risalendo la costruzione del S. Nicola di Famagosta al primissimo Trecento, l’ormai anziano maestro dovrebbe ritenersene soltanto l’ispiratore, il suggeritore formale.

Gian Girolamo Sanmicheli

Figlio di un cugino del più noto Michele Sanmicheli (Paolo, anch’esso ingegnere militare), Gian Girolamo Sanmicheli nacque a Verona nel 1513 e morì a Famagosta di Cipro nel 1559.

Dopo aver collaborato con Michele Samicheli in Dalmazia (alle fortificazioni di Zara nel 1542, alla loggia e al castello di S. Nicolò a Sebenico nel 1546) e aver partecipato alla revisione dei presidi militari di Corfù (nel 1544 e nel 1548-50), la carica di ingegnere agli ordini della Serenissima lo condusse a Cipro ove curò la munizione del bastione Martinengo a Famagosta e, nell’ambito dell’architettura civile, la ricostruzione del palazzo del Provveditore (1552/1554), impiantato sul preesistente palazzo regio dei Lusignano, gotico, rivisitato in forme rinascimentali, del quale le poche arcate superstiti non costituiscono che sporadici brani testimoniali, essendo stato riadattato dagli ottomani ad altro uso.

Giulio Savorgnan

Chiude questa rapida panoramica Giulio Savorgnan, altro ingegnere militare attivo a Cipro nella seconda metà del Cinquecento poco prima della conquista turca. Di famiglia originaria del Friuli, nato nel 1516 e morto nel 1595, operò a Corfù e a Nicosia di Cipro; di quest’ultima eresse la cinta muraria, risalente al 1567, ad undici lati e altrettanti baluardi, il cui tracciato stellare, mutuato dai contemporanei studi teorici italiani sulla città ideale, costituisce una dichiarata premessa all’impianto (maggiormente divulgato) di Palmanova, di qualche decennio più tardo, che lo stesso Savorgnan ripropose (questa volta ridimensionato a nove lati) nel 1593 nei pressi di Udine, sempre nei confini di San Marco. A Cipro, nel paramento murario dei baluardi adottò l’accorgimento di limitare la cortina di rivestimento all’altezza della traiettoria di gittata, economizzando così nei tempi di posa e nella fornitura dei materiali.

La porta Giuliana inserita nel giro delle mura di Nicosia e intitolata all’architetto che ne curò il disegno, ha precise affinità formali con la porta del Lazzaretto di Candia (che evidentemente appartiene alla stessa mano di Giulio Savorgnan), a due spioventi, costruita nel 1565 a Creta (presso Heraklion) e demolita nel 1917, della quale però si conserva documentazione fotografica.

Nicosia di Cipro Savorgnan

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