Scenografie di Ottavio Scotti

Lo scenografo Ottavio Scotti, che ha legato la propria fama ad un film di prestigio quale fu Senso di Luchino Visconti, è stato molto attivo nella cinematografia italiana degli anni ’40 e ’50 del secolo scorso, quando lavorò con i principali registi di quel periodo, da Blasetti a Mastrocinque, da Carlo L. Bragaglia a Giorgio Ferroni, da Matarazzo a Goffredo Alessandrini, da Max Neufeld a Brignone, da De Sica a Mattoli, da Nunzio Malasomma a Renato Castellani. Di fatto un panorama filmografico di tutto il nostro cinema attraverso le scenografie di Scotti.

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IN ALTO: Fotogrammi da Senso di Luchino Visconti (1955), con le scenografie di Ottavio Scotti

Alle soglie degli anni ’60 viene arruolato per il genere peplum che in quel periodo conosceva la sua stagione d’oro, quando finito un film – come in una catena di montaggio – si approntava in tutta fretta un’altra produzione che spesso utilizzava gli stessi set appena dismessi. Sono anche gli anni delle incursioni nel filone degli spaghetti western e del giallo all’italiana (con Mario Bava e Antonio Margheriti), che al botteghino riscuoteva tanto consenso.

Scotti era nato a Umago il 23 febbraio del 1904 quando l’Istria apparteneva all’Italia e si è trasferito a Roma negli anni ’30 proprio in coincidenza con la nascita di Cinecittà e con l’affermazione del cinema come industria e come macchina di propaganda. Ha lavorato ininterrottamente per quasi quarant’anni ed è morto nella Capitale il 23 maggio 1975 all’età di 71 anni.

Della sua sterminata filmografia ci piace ricordare quella legata agli anni della nostra adolescenza, quando i film di ambientazione storico-mitologica, con quegli eroi invincibili e con quelle maliarde seduttrici, riuscivano a catturarci incondizionatamente, a dispetto delle ingenuità dell’impianto narrativo, della approssimazione filologica, e dei moduli recitativi spesso amatoriali.

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Ettore Fieramosca di Blasetti (1938) segna l’esordio nella scenografia  cinematografica di Ottavio Scotti

Firma la sua prima scenografia con Alessandro Blasetti: il film è Ettore Fieramosca del 1938. E sarà ancora Blasetti a volerlo per l’ultimo film da lui diretto; Io, Io, Io e gli altri del 1966. Con l’austriaco Neufeld cura le scene di Mille lire al mese (1939); Taverna Rossa (1940); La prima donna che passa (1940); Il tiranno di Padova (1946).

Ripetuti gli appuntamenti con Guido Brignone: La mia canzone al vento (1939); Cantate con me (1940); Mamma (1941); Romanzo di un giovane povero (1942); Il fiore sotto gli occhi (1944); Processo contro ignoti (1952); Bufere (1953); Noi peccatori (1953); Ivan il figlio del diavolo bianco (1953); Quando tramonta il sole (1955); Nel segno di Roma (1959) dove incontriamo un insospettabile co-regista (non accreditato): si tratta nientemeno che di Michelangelo Antonioni !

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Scenografie di Ottavio Scotti per il film di Brignone Nel segno di Roma, con Anita Ekberg e Chelo Alonso (1959)

Altro regista con cui lo scenografo Scotti ha molto lavorato è Camillo Mastrocinque: I mariti, tempesta d’anime (1941); Le vie del cuore (1942); Fedora (1942); La maschera e il volto (1943); L’uomo dal guanto grigio (1948); Gli inesorabili (1950); Napoli terra d’amore (1954); E’ arrivata la parigina (1958),

Ripercorrere le scenografie di Ottavio Scotti equivale ad una storia in formato ridotto del cinema italiano di genere e Raffaello Matarazzo è l’emblematico compendio del film “strappalacrime”: Catene (1949); Tormento (1950); I figli di nessuno (1952); Chi è senza peccato… (1952); La schiava del peccato (1954); Vortice (1955); L’angelo bianco (1955).

Ma eccolo il ciclo dei film storico-mitologico, con quelle improbabili scene di cartapesta – in cui si mescolavano senza troppa veridicità gli stili più disparati: dall’egizio al cretese, dal mesopotamico al romano – che hanno fatto la gioia dei produttori, dei gestori di sale cinematografiche di seconda visione e di noi ragazzetti di quegli anni.

La regina delle Amazzoni (1960), regia di Vittorio Sala

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L’assedio di Siracusa (1960), regia di Pietro Francisci

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Spesso si ricorreva agli esterni urbani di Roma, come in questa scena da L’assedio di Siracusa, ambientata a Valla Giulia, davanti all’Accademia Britannica

I mongoli (1961), regia di Leopoldo Savona

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Ponzio Pilato (1962), regia di Gian Paolo Callegari

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Arrivano i titani (1962), regia di Duccio Tessari

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Il figlio di Spartacus (1962), regia di Sergio Corbucci

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Oro per i Cesari (1963), regia di Sabatino Ciuffini

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Anthar l’invincibile (1964), regia di Antonio Margheriti (con Scotti arredatore)

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Saul e David (1964), regia di Marcello Baldi

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I grandi condottieri (1965), regia di Marcello Baldi

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