Napoli neo-egizia

All’incirca nello stesso arco temporale in cui a Roma, nel cimitero monumentale del Verano veniva costruito il cosiddetto Tempietto Egizio destinato alla pratica della cremazione (1880-1906), a Napoli prendeva corpo sulla collina di Posillipo, per volere del facoltoso banchiere livornese Matteo Schilizzi (di famiglia d’origine levantina) che qui si era trasferito – su progetto dell’ingegnere partenopeo Alfonso Guerra – quell’esotico mausoleo tolemaico oggi noto come ara dei caduti per la Patria.

Il committente, definito dallo stesso Guerra “ebreo megalomane”, voleva farne un edificio funerario in stile neo-egizio per sé e per i suoi familiari e la costruzione si protrasse fra il 1881 ed il 1889, sotto la direzione di questo apprezzato ingegnere, rappresentante dell’eclettismo napoletano*.

* Alfonso Guerra (Napoli, 25 gennaio1845-15 dicembre1920) è ricordato per il palazzo della Camera di Commercio (1895-1899)

Venuti a mancare i fondi da parte di Schilizzi prima che la costruzione del famedio fosse portata a termine, il corpo di fabbrica passa in eredità all’amico napoletano di Matteo Schilizzi, l’ingegnere Tommaso D’Angelo, ma la famiglia decide di liberarsi di quell’ingombrante mausoleo incompiuto; al punto che, in mancanza di acquirenti, nel 1919 si era pensato addirittura alla sua demolizione.

Il figlio di Guerra, Camillo, anch’egli ingegnere e architetto si oppose fermamente alla decisione e si adoperò perché questo tempio fosse acquisito dalla municipalità napoletana per farne un sacrario celebrativo dei caduti della Grande Guerra. La contessa Anna Martinelli anticipò il denaro per l’acquisto dell’immobile.

Camillo Guerra** (Napoli, 15 gennaio 1889-1960) si offerse per il completamento del progetto paterno, adeguandolo alle mutate esigenze e realizzando la cripta sotterranea ove alloggiare l’ossario per la mutata destinazione del monumento.

** Camillo Guerra, molto attivo durante il ventennio littorio, ha realizzato i tre Palazzi dei Telefoni commissionatigli nel 1920 per il capoluogo campano

Vengono realizzate dalla storica fonderia Chiaruzzi anche le cariatidi ornamentali in bronzo che lo scultore Giambattista Amendola (Episcopio di Sarno 1848-Napoli 1887) aveva disegnato per il progetto nella fase iniziale. Qui la ieraticità faraonica è venata dalla sensualità del Liberty ormai alle porte.

Lo stile egizio in realtà risulta snaturato dalla cupola moresca, la cui sezione a sesto rialzato si innesta con un alto tamburo sull’impianto, ma stride con l’assetto formale d’insieme e il tutto finisce con l’essere un pastiche di elementi stilistici eterogenei poco armonizzati fra loro, a metà strada fra Nabucco e Aida, ibrido incontro fra un Mosè in Egitto e un Turco in Italia.

Del secondo dopoguerra il tempio-sacrario di Posillipo ospita i caduti delle cinque giornate di Napoli e i martiri del secondo conflitto mondiale.

Negli ultimi anni la cittadinanza napoletana ha ripetutamente segnalato lo stato di abbandono e degrado in cui versava l’edificio, aggredito dall’umidità e dall’incuria, sollecitando gli interventi della pubblica amministrazione per la manutenzione del giardino, per i ripristini dei soffitti ammalorati e dei vetri rotti, per la bonifica dell’umidità e la pulizia dei pavimenti, bersagliati dalle deiezioni dei volatili che entrano impunemente all’interno.

Il Comune, purtroppo sempre a corto di fondi, si è impegnato a che si provveda costantemente al suo decoro.

Il panorama che si gode dal podio del tempio Schilizzi, con la vista che si allarga sul golfo delle sirene, è quanto di più scenografico si possa immaginare. Per questo diviene un vero e proprio dovere etico ed estetico preservare questo inusuale angolo di architettura della Napoli fin de siecle.

Una leggenda metropolitana che circola nel quartiere di Posillipo racconta di strani cigolii, sferragliare di catene e passi cadenzati che si odono la notte nei dintorni del tempio. Per alcuni si tratterebbe del fantasma dello stesso Schilizzi che si aggira inquieto nei pressi di quella che avrebbe dovuto essere la tomba ove trovare il riposo eterno.

zenitale

volo d'uccello

posillipo 1

posillipo 2

PORTALE

cariatide posillipo

VISTA LATERALE

LATERALE 2

ESPOSITO

FIANCO

dav

posillipo 4

interno

cripta

L’altare ipogeo

posillipo 3

Il tempio Schillizzi durante la costruzione (1889c.)

Guerra Borsa Napoli

Alfonso Guerra, Palazzo della Borsa e della Camera di Commercio a Napoli

piazza nolana garibaldi

Camillo Guerra, Palazzo dei Telefoni di piazza Nolana a Napoli

BIBLIOGRAFIA

C. Guerra, Il mausoleo di Posillipo: iniziative e consensi per la sua destinazione a monumento e tomba di napoletani caduti in guerra, Napoli 1932