EROI DI CARTAPESTA. CARRIERE PARALLELE A CINECITTÀ: EDMUND PURDOM / STEVE REEVES

Negli anni  d’oro del cinema in costume in Italia, tra gli anni ’50 e ’60, due divi d’oltremanica e d’oltreoceano, sbarcarono sul Tevere e fecero la loro fortuna nel nostro Paese: Edmund Purdom (1924-2009) e Steve Reeves (1926-2000). Ambedue contesi da produttori e registi del genere peplum, in film i cui ingredienti erano più o meno gli stessi: uomini dalla muscolatura guizzante e lubrificata; templi e fondali di cartapesta; succinte tunichette per le interpreti femminili – convenzionalmente bionda e mora per i ruoli stereotipati della buona e della cattiva della situazione – musiche roboanti; grandi scazzottate e inseguimenti al galoppo; intermezzi di danze orientaleggianti; impianti narrativi desunti dalla mitologia e dall’aneddotica storica (o almeno simil-tale). I due incarnavano gli opposti aspetti dell’eroe positivo: Purdom scelto per impersonare spesso il protagonista mite e vessato dall’avversa sorte; Reeves perfetto per dare volto e corpo al forzutissimo e impavido guerriero.

1.jpg

Edmund Purdom e Steve Reeves durante le riprese del film Athena e le sette sorelle (Athena, USA 1954)

Per una fortuita coincidenza, pressappoco coetanei (Edmund trentenne, Steve ventottenne), nel 1954 erano apparsi in uno stesso film girato ad Hollywood: Athena e le sette sorelle (Athena) diretto da R. Thorpe, una commediola cantata dove Purdom ha il ruolo maschile dell’attor giovane, fidanzato della protagonista; mentre Reeves interpreta se stesso, forte della notorietà guadagnata come culturista. Tutti e due nel 1957 partiranno, ciascuno per proprio conto, alla volta dell’Italia, con percorsi paralleli assai simili che hanno attraversato quella memorabile stagione della Dolce Vita romana.

EDMUND  PURDOM 

2

L’attore britannico, nato in Inghilterra a Welwyn Garden City, il 19 dicembre 1924, dopo gli esordi teatrali alla scuola di Laurence Olivier, se ne va in America dove ebbe inizio la sua fortuna, con due occasioni irripetibili per la propria carriera: prima rimpiazzando il celebre cantante Mario Lanza nel film musicale Il principe studente (The Student Prince, 1954), poi accettando, in sostituzione di Marlon Brando che aveva dato forfait, la parte di Sinuhe nel film Sinuhe l’egiziano (The Egyptian,  1954), diretto da Michael Curtiz, che decreta la sua ascesa internazionale. Grazie al suo portamento, il bel volto bruno e la dizione ineccepibile, Purdom sembrava tagliato apposta per i film in costume di Hollywood, infatti l’anno successivo lo ritroviamo accanto a Lara Turner in Il figliuol prodigo (The Prodigal, 1955); e nel film di cappa e spada Il ladro del re (The King’s Thief, 1955).

Quando però il genere in America sembra registrare una battuta di arresto, l’attore decide di ritornare in Europa e l’Italia diviene il suo Paese d’adozione. Tanto che finisce con lo stabilirsi definitivamente a Roma, dove viene scritturato per moltissime pellicole e dove poi morirà, in seguito a problemi cardiaci. il primo gennaio del 2009, all’età di 84 anni. La famiglia ha deciso di seppellirlo nella Capitale dove risiedeva, al cimitero acattolico di Porta San Paolo. Qui riposa anche un’altra personalità cinematografica di quel periodo, inglese come lui, che negli stessi anni aveva trovato fama, amore e denaro a Cinecittà, Belinda Lee (1935-1961, morta tragicamente in un incidente stradale a soli 26 anni).

La vita sentimentale di Purdom non fu certo tranquilla: si è sposato ben quattro volte. Dalla prima moglie Anita Philips, sposata nel 1951 e dalla quale divorziò nel 1956,  ha avuto due figlie, Lilan e Marina-Ann. Brevi e burrascosi i suoi matrimoni con Alicia Darr (1957-58) e Linda Christian, ex di Tyron Power e da noi nota come madre di Romina (1962-63). Più fortunata e duratura la sua ultima unione  coniugale con Vivienne (1963-2009).

La sua prima pellicola italiana fu Agguato a Tangeri (1957), diretto da Riccardo Freda. Da quella data un film dopo l’altro: Erode il Grande (1958); I cosacchi, Salammbò, La furia dei barbari (tutti usciti nel 1960); Solimano il conquistatore, L’ultimo dei Vichinghi, Nefertite regina del Nilo, L’ammutinamento (ben quattro titoli in uscita nel 1961). Tramontato il richiamo sul pubblico del genere storico, a Cinecittà è la volta del filone western all’italiana, detto appunto spaghetti-western: Gli eroi di Fort Worth, diretto da A. De Martino (1965); Crisantemi per un branco di carogne, diretto da S, Pastore (1968); Giurò… e li uccise ad uno ad uno (Piluk il timido), diretto da G. Celano (1968). Nel 1966 era apparso nel ruolo di Cesare Borgia nel film di S. Corbucci L’uomo che ride.

Ha continuato a lavorare per tutti gli anni ’70 ed ’80, in pellicole di modesto spessore, anche in ruoli di contorno,  tanto che ritroviamo Purdom nei panni di vampiro in Fracchia contro Dracula con Paolo Villaggio, per la regia di N. Parenti (1985).

bella darvi e edmund purdom

Edmund Purdom e Bella Darvi in Sinuhe l’egiziano (The Egyptian, USA 1954)

il figliol prodigo

Edmund Purdom e Lana Turner in Il figliuol prodigo (The Prodigal, USA 1955)

il ladro del re

D. Niven, A. Blyth e Edmund Purdom in Il ladro del re (The King’s Thief, USA 1955)

La filmografia made in Italy

a

b.jpg

c.jpg

d

e

f

g

h

i.jpg

l

m.jpg

n

o

p

Edmund Purdom nell’insolito ruolo comico di vampiro nel film Fracchia contro Dracula (1983) con Paolo Villaggio

Genevieve Page 1957

1957

Edmund Purdom al suo arrivo a Roma nel 1957, in occasione del film Agguato a Tangeri, fotografato in giro per la città insieme alla collega Geneviève Page, a Trinità dei Monti e a bordo di una vespa. A sin.: durante le riprese di Erode il Grande (1959) con A. Lupo e C. Pani. In basso: con Jeanne Crain sul set di Nefertite regina del Nilo (1961)

xy

7

8

9

10

Purdom con Linda Christian, allora sua terza moglie, a Taormina al premio David di Donatello e poi al festival di Venezia (estate 1962). In basso: in quello stesso anno festeggiato in un night-club di via Veneto a Roma

STEVE REEVES

steve

Dire Steve Reeves è dire Ercole. L’attore americano, nato nello Stato del Montana, a Glasgow, il 21 gennaio 1926, rimasto orfano di padre piccolissimo, all’età di 10 anni segue la madre in California, ad Oakland. Già da ragazzetto amava allenarsi con i pesi e nella lotta con i coetanei riusciva sempre vittorioso. Si iscrisse perciò ad una palestra di body-building e da lì ebbe inizio la sua fortuna. Alla fine del secondo conflitto mondiale, tornato dal fronte nelle Filippine, dove era andato volontario, riprese gli allenamenti e le competizioni, divenendo nell’ambiente del culturismo una vera e propria stella, tanto che nel 1947 vince il titolo di Mr. America e tre anni dopo quello di Mr. Universo. Questo fu il trampolino di lancio nel mondo della celluloide. Comincia a prendere lezioni di recitazione per apparire in TV o in ruoli cinematografici secondari in quelle pellicole che negli USA chiamano B-movies. Si sposa una prima volta nel 1955 con Sandra Smith da cui divorzierà l’anno successivo.

Alla fine degli anni ’50 gli si aprono le porte di Cinecittà. Tutto comincia nel 1957 quando il regista Pietro Francisci lo sceglie per la parte di Ercole* nel film Le fatiche di Ercole (nelle sale nel 1958). Sull’onda di questo successo Reeves diventa il divo incontrastato del peplum di casa nostra e gli ingaggi si susseguono a ritmo serrato: da Ercole e la regina di Lidia a Il terrore dei barbari; da La battaglia di MaratonaGli ultimi giorni di Pompei (tutti del 1959); da Morgan il pirata a Il ladro di Bagdad (del 1960); da La guerra di Troia a Romolo e Remo (del 1961); da Il figlio di Spartacus a La leggenda di Enea (del 1962). Nel 1963 escono Sandokan la tigre di Mompracem e I pirati della Malesia entrambi per la regia di U. Lenzi. Nonostante l’ingenuità e la serialità del prodotto, la critica gli ha comunque riconosciuto insospettate qualità recitative e la sua notorietà fece sì che per un certo periodo risultò al botteghino come l’attore più pagato d’Europa. Il suo ultimo film qui è Vivo per la tua morte, un western all’italiana da lui stesso prodotto e  diretto da C. Brazzoni (1968).

* La saga di Ercole inaugurata da Steve Reeves, gemmò con altri interpreti sulla falsariga del muscoloso divo statunitense: Mark Forest (alias l’italo-americano Lou Degni) che interpreta nel 1960  La vendetta di Ercole di V. Cottafavi e nel 1964 Ercole contro i figli del sole di O. Civirani; l’inglese Reg Park protagonista nel 1961 di Ercole alla conquista di Atlantide diretto da V. Cottafavi, e di  Ercole al centro della terra diretto da M. Bava. 

Dopo questa lunga parentesi capitolina di oltre un decennio, fece ritorno negli Stati Uniti, con il bel gruzzolo raggranellato sui set italiani e da Reeves oculatamente amministrato. In America Steve Reeves si è fatto onore per la sua attività filantropica e per l’impegno in prima persona nella lotta contro il doping, piaga diffusissima nei centri di body-building. Amante di cavalli ed equitazione si ritirò in un ranch della California, a Escondido, dove visse con la sua seconda moglie Aline, la quale morirà nel 1989. L’attore è invece deceduto il primo maggio del 2000 per complicazioni dovute ad un linfoma.

fatiche di ercole

ercole e la regina di lidia

il terrore dei barbari

battaglia di maratona

ultimi giorni di pompei

morgan il pirata

ladro di bagdad

la guerra di troia

romolo e remo

figlio spartacus

leggenda di enea

sandokan

pirati malesia

vivo-per-la-tua-morte-steve-reeves

s 1

s 2

s 3.jpg

Steve Reeves al suo arrivo a Roma nel 1957. Sul set di Ercole e la regina di Lidia (1959), il regista P. Francisci mostra a Reeves come deve afferrare Primo Carnera. In basso: con Sylva Koscina, la protagonista femminile del film

s 4

s 5.jpg

Steve Reeves con Christine Kaufmann, attrice austriaca sua compagna di lavoro in Gli ultimi giorni di Pompei (1959)

s 6.jpg

Pausa di lavorazione per Reeves durante le riprese di La battaglia di Maratona, in esterni sul litorale laziale vicino alla Capitale (1959). In basso: insieme a Liana Orfei con la quale stava girando La leggenda di Enea (1962)

s 7.jpg

ABSTRACT

In the golden years of Dolce Vita in Italy, between the ’50s and’ 60s, two stars from Hollywood landed on the Tiber and made their fortune in our country: Edmund Purdom (1924-2009) and Steve Reeves (1926-2000). Both were contested by producers and directors of the peplum cinematography, in movies whose ingredients were more or less the same: men with flickering and lubricated muscles; papier-mache temples and backdrops; succinct clothing for female performers – conventionally blond and brown hair, for the stereotypical roles of the good girl and the bad one – roaring musics; big fistfights and chases; oriental dances; narrative plot derived from mythology and historical anecdot. Purdom and Reeves embodied the opposing aspects of the positive hero: the first chosen to often impersonate the protagonist, mild and oppressed by the opposite fate; the other perfect to give face and body to the most forceful and fearless warrior.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...