E’ TUTTA SCENA. Omaggio agli scenografi del cinema italiano anni ’50 – ’60

Alla Festa del Cinema di Roma di quest’anno ospite d’onore e star di richiamo internazionale è stato il regista italo-americano Martin Scorsese che ha reso omaggio alla nostra cinematografia citando i soliti registi noti del tempo che fu, gli immancabili Rossellini, Fellini, Pasolini, Visconti, Antonioni, De Sica, tutti morti da moltissimi anni. Come dire che il grande cinema italiano è tramontato con loro e per trovare qualcosa di vitale bisogna tristemente risalire al ventennio d’oro degli anni ’50 e ’60. Negli anni a seguire, di veramente rimarchevoli si potrebbero citare  nomi di Ettore Scola, dei fratelli Taviani, di Bertolucci. Il resto è un inesorabile declino. Basti pensare che l’ultimo Oscar attribuito ad un film italiano è quello per La grande bellezza di Sorrentino, che francamente lascia a dir poco interdetti, e che quest’anno a rappresentarci è stato selezionato Dogman di Garrone. La nostra critica sciovinista si è galvanizzata per il premio come miglior attore regalato dalla benevola giuria di Cannes a Marcello Fonte, interprete maschile di Dogman (di cui non si può certo parlare di autentiche doti attoriali o di recitazione tout-court). Del resto se Verdone ha osato definire l’imbarazzante Ilenia Pastorelli addirittura la nuova Anna Magnani, non stupisce che la Golino riesca a mietere premi a Venezia come migliore interprete femminile.

E allora passiamolo ancora una volta in rassegna quel cinema italiano della stagione d’oro di quei decenni irripetibili, attraverso la figura degli scenografi che con la loro creatività hanno saputo costruire la cornice di film che sono rimasti nella memoria collettiva e nei manuali della decima musa (come è stata definita l’arte cinematografica). Si tratta dei nostri migliori architetti di scena, che hanno legato il loro nome ai grandi maestri del nostro cinema, in anni in cui il cinema era una vera e propria industria remunerativa capace di sfornare centinaia di titoli ogni anno, che dava lavoro a decine e decine di artigiani, a miriadi di falegnami, elettricisti, arredatori, sarte, oltre ad attori, figuranti e comparse, tenendo in alacre attività tutti i nostri i teatri di posa, da Cinecittà agli studi De Paolis, dalla Safa-Palatino a Dinocittà sulla Pontina. Lo scenografo, oltre a ricreare gli interni in studio, va alla ricerca degli esterni che si prestino alla giusta ambientazione della storia che si racconta. Il suo intervento è un altro tassello fondamentale alla riuscita della pellicola, alla credibilità dell’impianto narrativo, così come lo sono i costumi e così come lo è la colonna sonora. Sono tutti collaboratori imprescindibili, che assieme al direttore della fotografia costituiscono la squadra vincente su cui dovrà fare affidamento anche il regista più estroso e creativo. 

 

Pek AVOLIO

Davvero scarne le notizie su questo scenografo operativo nella nostra cinematografia degli anni ’50 – talora trascritto come PECK G. AVOLIO – vincitore di un Nastro d’Argento nel 1954 per il film di Lizzani Cronache di poveri amanti. Per Carlo Lizzani aveva curato nel 1952 le scenografie di Ai margini della metropoli. Suoi gli allestimenti scenici per La finestra sul luna park di Comencini e per Tempo di villeggiatura di Zampa (datati 1956).

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amanti 2IN ALTO: Pek Avolio, Nastro d’Argento 1954 per Cronache di poveri amanti di C. Lizzani

 

Mario CHIARI (Firenze, 14 luglio 1909 – Roma, 8 aprile 1989)

Ha ottenuto il Nastro d’Argento per la migliore scenografia nel 1955 per il film Carosello napoletano; nel 1957 per Guerra e pace; nel 1958 per Le notti bianche (assieme a Mario Garbuglia); nel 1967 per La Bibbia; nel 1974 per Ludwig di Visconti. Per lui ci fu anche una candidatura agli Oscar per le scenografie del film di produzione americana della Fox Il favoloso dottor Doolittle (1967).

caroselloMario Chiari, Nastro d’Argento 1955 per Carosello napoletano di E. Giannini

guerra e paceMario Chiari, Nastro d’Argento 1957 per Guerra e Pace di K. Vidor

notti biancheM. Chiari e M. Garbuglia, Nastro d’Argento 1958 per Le notti bianche di L. Visconti

bibbiaMario Chiari, Nastro d’Argento 1967 per La Bibbia di J. Huston

doolittleMario Chiari, candidatura all’Oscar per Il dottor Doolittle (1967)

 

Danilo DONATI (Luzzara, Reggio Emilia,  6 aprile 1926 – Roma, 2 dicembre 2001)

Notevole come costumista per Pasolini, Fellini, Zeffirelli, si è cimentato con abile mestiere anche come scenografo, affiancando Luigi Scaccianoce nel  Fellini-Satyricon (girato nel 1968 in piena stagione di rinnovamento culturale) che gli valse subito un Nastro d’Argento assegnatogli nel 1970.

fellini satyricon

"Satyricon" Hylette Adolphe 1969 ** I.V.C.

"Satyricon" The Garden of Delights 1969 ** I.V.C.IN ALTO: Danilo DonatiLuigi Scaccianoce, Nastro d’Argento 1970 per Fellini-Satyricon di F. Fellini

 

Carlo EGIDI (Roma, 20 maggio 1918 – Milano, 2 febbraio 1989)

Laureato in architettura è stato lo scenografo di fiducia di Pietro Germi (L’uomo di paglia, Divorzio all’italiana, Sedotta e abbandonata, Signore e signori etc.). Tra le sue innumerevoli scenografie, quelle per La noia di D. Damiani (1963); Nell’anno del Signore di L. Magni (1969); Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1970).

anno signore

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IN ALTO: Carlo Egidi, fotogrammi dal film Nell’anno del Signore di L. Magni (1969)

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Scene fromIN ALTO: Carlo Egidi, foto di scena da Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di E. Petri (1970)

 

Guido FIORINI (Bologna, 1 luglio 1891 – Parigi, 28 dicembre 1965

Molto attivo nel cinema già dalla fine degli anni ’30 e per tutti gli anni ’40, lavorando spesso a fianco di Carmine Gallone. Nel 1951 vince il Nastro d’Argento per la migliore scenografia con Miracolo a Milano di De Sica. Nel decennio continua a curare le sfarzose scenografie di Gallone: Tosca (1956) e Cartagine in fiamme (1959).

Miracolo 1

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miracolo 5IN ALTO: Carlo Egidi, Nastro d’Argento 1951 per Miracolo a Milano di V. De Sica

 

Mario GARBUGLIA (Civitanova Marche, 27 maggio 1927 – Roma, 30 marzo 2010)

Prediletto da Luchino Visconti, sono sue le scenografie di Le notti bianche (con Mario Chiari) e Il Gattopardo che gli valsero il Nastro d’Argento nel 1958 e nel 1964 mentre fu candidato per Rocco e i suoi fratelli e per Boccaccio ‘70 (nel 1961 e nel 1963) entrambi diretti da Visconti. Nastro d’Argento 1960 per La grande guerra di Monicelli e sue anche le scenografie di Barbarella di Vadim (1968) girato a Roma.

Notti biancheMario Garbuglia e Mario Chiari, Nastro d’Argento 1958 per Le notti bianche di L. Visconti

guerraMario Garbuglia, Nastro d’Argento 1960 per La Grande Guerra di M. Monicelli

gattopardo

Mario Garbuglia, Nastro d’Argento 1964 per Il gattopardo di L. Visconti

barbarella fonda.jpg

set barbarella 2

IN ALTO: Mario Garbuglia, foto di scena del film Barbarella di R. Vadim (1968)

 

Piero GHERARDI (Poppi, 20 novembre 1909 – Roma, 8 giugno 1971)

Forte di una laurea in architettura, si divide nell’attività di costumista e di scenografo. E’ il geniale collaboratore di Federico Fellini e sue sono le scenografie di Le notti di Cabiria e di Otto e mezzo (candidato anche all’Oscar). Ha vinto il Nastro d’Argento per la Dolce vita (1961) e per Giulietta degli spiriti (1966), entrambi candidati anche all’Oscar. Sue anche le scenografie per L’armata Brancaleone di Monicelli (1966).

dolce vitaPietro Gherardi, Nastro d’Argento 1961 per La dolce vita di F. Fellini

giulietta

giulietta 2IN ALTO: Piero Gherardi, Nastro d’Argento 1966 per Giulietta degli spiriti di F. Fellini 

CabiriaPiero Gherardi, Le notti di Cabiria di F. Fellini (1957)

otto e mezzoPiero Gherardi, 8 1/2 di F. Fellini (1963) candidato all’Oscar per la scenografia

armataPiero Gherardi, L’armata Brancaleone di M. Monicelli (1966)

 

Virgilio MARCHI (Livorno, 21 gennaio 1895 – Roma, 30 aprile 1960)

Architetto e scenografo teatrale, si avvicinò alla scenografia cinematografica con Alessandro Blasetti negli anni ’40. Negli anni del dopoguerra Roberto Rossellini lo volle per i suoi set e sue sono le scenografie di Francesco giullare di Dio (1950) e di Europa ’51 (1952). Lavorò anche per De Sica in Umberto D (1952), Stazione Termini (1953), L’oro di Napoli (1954).

giullare 

giullare 1IN ALTO: Virgilio Marchi, foto di scena da Francesco giullare di Dio di R. Rossellini (1950) girato a Sovana in Maremma

termini.jpgVirgilio Marchi, foto di scena da Stazione Termini di V. De Sica (1953)

oro napoli 1

oro napoli 2IN ALTO: Virgilio Marchi, L’oro di Napoli di V. De Sica (1954)

(SEGUE)

E’ tutta scena (parte II)

 

Di seguito i Nastri d’Argento assegnati per la miglior scenografia del cinema italiano nel ventennio 1950-1970 preso in esame.

Il Nastro d’Argento è un premio molto ambito perché assegnato, a partire dal secondo dopoguerra, dal sindacato dei giornalisti cinematografici italiani e perciò considerato specialistico e di qualità.

1950: Aldo TomassiniLéon Barsacq, La bellezza del diavolo

la bellezza del diavolo

1951: Guido Fiorini, Miracolo a Milano

miracolo a Milano

1954Pek Avolio, Cronache di poveri amanti

cronache

1955: Mario Chiari, Carosello napoletano

carosello napoletano

1957: Mario Chiari, Guerra e pace

guerra e pace

1958: Mario ChiariMario Garbuglia, Le notti bianche

notti bianche

1960: Mario Garbuglia, La Grande Guerra

grande guerra

1961: Piero Gherardi, La dolce vita

dolce vita

1962: Flavio Mogherini, La viaccia

viaccia

1963: Luigi Scaccianoce, Senilità 

senilità

1964: Mario Garbuglia, Il gattopardo

gattopardo

1965: Luigi Scaccianoce, Gli indifferenti

indifferenti

1966: Piero Gherardi, Giulietta degli spiriti

giulietta.jpg

1967: Mario Chiari, La Bibbia

bibbia

1968: Luigi Scaccianoce, Edipo Re

edipo re

1969: Luciano Puccini Lorenzo Mongiardino, Romeo e Giulietta

romeo e giulietta

1970: Danilo DonatiLuigi Scaccianoce, Fellini-Satyricon

satyricon

 

 

 

 

 

 

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