Vite parallele: SYLVIA LOPEZ – BELINDA LEE

Due attrici che hanno attraversato gli anni ’50 del secolo scorso con la loro folgorante bellezza ed una rapida carriera internazionale, entrambe approdate in Italia ai tempi d’oro di Cinecittà, in qualche misura anche fisicamente somiglianti fra loro, sono accomunate da un mesto destino che le ha condotte ad una morte prematura troncando di netto le loro giovani vite al culmine della fama. Di esse ha reso immutabile nel ricordo il fascino e la nostalgia: si tratta di Sylvia Lopez e di Belinda Lee.

SYLVIA LOPEZ (1933-59)

le ore 1958

1959incom 1959

le ore 58

epoca 1959

Sylvia Lopez (Vienna, 10 novembre 1933 – Parigi, 20 novembre 1959) era nata in Austria da genitori slovacchi. Il suo vero nome era infatti Tatjana Bernt. Ben presto la famiglia si trasferì in Francia dove la ragazza frequentò con profitto il liceo classico diplomandosi a pieni voti. La sua bellezza non poteva passare inosservata e l’incontro con lo stilista Jacques Fath le aprì le porte del mondo della moda e come indossatrice, con lo pseudonimo di Sylvia Sinclair, si guadagnò le copertine delle riviste più famose, come poteva essere all’epoca “Vogue America”. Nel 1956 convolò a nozze con il  compositore François Lopez. Il suo nome d’arte diventa allora Sylvia Lopez ed incoraggiata dalle amicizie del marito intraprende la strada dello spettacolo, con alcune parti dapprima di contorno, poi con ruoli di maggior presenza, in alcuni film girati a Parigi fra il ’56 ed il ’58, come Baratin, diretto  da Jean Stelli; Cinq millions comptant, diretto da André Barthomieu; Mademoiselle et sa gang, diretto da Jean Boyer; Tabarin, diretto da Richard Poitier, Di anno in anno, sulle locandine aumentano le dimensioni del suo nome, il cachet cresce insieme all’interesse dei produttori  e per Sylvia Lopez è il momento di intraprendere l’avventura italiana.

In meno di due anni gira una pellicola dopo l’altra: Erode il Grande, per la regia di Armando Genoino; Ercole e la regina di Lidia, per la regia di Pietro Francisci; Il figlio del Corsaro Rosso, per la regia di Primo Zeglio. La ritroviamo anche in una commedia all’italiana di Giorgio Bianchi, Il moralista con Sordi e De Sica, quando la malattia sta già minando la sua salute. Il film in costume (il genere peplum come lo ribattezzeranno gli  Americani), in quel periodo godeva di grandi consensi e gli incassi erano di tutto rispetto. Sylvia Lopez con la sua fisicità da femme fatale, perfetta per quei ruoli, incarnava il prototipo della maliarda, della divoratrice di uomini, conquistando con un batter di ciglia il pubblico maschile. La sua prorompente sensualità, l’esotismo, la sua statuaria alterigia interpreta al meglio quel clima da dolce vita fra paparazzi, caffè di via Veneto, teatri di posa, divi da rotocalco, che è lo stigma figurativo rielaborato da un artista come Fellini.

erode il grande


erode il grande edmund purdomIn alto: con Edmund Purdom in Erode il Grande

manifesto ercole lidia

ercole e la regina di lidia

 

ercole regina di lidia

regina lidia

ercole e la regina di lidiaIn alto: con Steve Reeves in Ercole e la regina di Lidia

figlio del corsaro rosso

locandina corsaro rosso

corsaro rosso

sylvia romaSylvia Lopez a passeggio per le vie di Roma nel 1958

La favola breve di Sylvia Lopez si interrompe bruscamente. Ha solo 26 anni, quando nell’autunno del 1959 – appena pochi mesi dopo avere calcato le passerelle del festival di Cannes – una leucemia fulminante la strappa alla sua famiglia e ai suoi ammiratori.

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funerale Montparnasse

E’ stata tumulata nel cimitero parigino di Montparnasse.

 

BELINDA LEE (1935-61)

Lee Le Ore

L’attrice britannica Belinda Lee (Budleigh Salterton nel Davon, 15 giugno 1935 – San Bernardino in California, USA, 12 marzo1961) scopre sin da ragazza di avere talento per la recitazione e si iscrive alla Accademia Reale di Arte Drammatica di Londra. Ha soltanto 19 anni quando un fotografo di scena della Rank Organisation, Cornell Lucas, si accorge di lei e la segnala a quell’importante casa cinematografica per farle ottenere  un contratto. E’ il 1954 e i due in quello stesso anno si sposano. I produttori puntano sulla sua indiscutibile bellezza, sul suo volto dai lineamenti molto particolari ed interessanti. L’intento è quello di lanciarla come risposta a Diana Dors, la bionda attrice sexy della cinematografia inglese. In pochi anni, dal 1954 al 1958, appare in decine di pellicole girate in Inghilterra, conquistando un discreto successo in film spesso di modesto spessore: da Delitto per procura (Murder by Proxy) di Terence Fisher a I perversi (Footsteps in the Fog) di Arthur Lubin; da L’uomo del momento (Man of the Moment) di John Paddy Carstairs a Occhio di lince (Who done it?) di Basil Dearden; da Caccia ai diamanti (The Secret Place) di Clive Donner ad Avventura a Soho (Miracle in Soho) di Julian Amyes.

oggi

ore

 

belinda Oggi morte

Anche per lei arriva il momento della trasferta sule rive del Tevere. E’ il 1958 ed è scritturata per La Venere di Cheronea diretto da Fernardo Cerchio, uno specialista nel genere epico, allora in gran voga. A Roma incontra il principe Filippo Orsini e fra i due nasce una chiacchierata storia d’amore che porta alla rottura del matrimonio con Lucas e allo scioglimento del contratto con la Rank. Lo scandalo è enorme perché il rampollo degli Orsini appartiene alla nobiltà papalina della Capitale ed è costretto a lasciare i’incarico di assistente al Soglio Pontificio.

A Roma Belinda Lee, forte del suo indubbio fascino, interpreta ruoli in costume di seduttrici e donne fatali: vestirà i panni di Lucrezia Borgia nel film Le notti di Lucrezia Borgia di Sergio Grieco; di Messalina nel film Messalina, Venere imperatrice di Vittorio Cottafavi; dell’infida moglie egiziana di Putifar in Giuseppe venduto dai fratelli di Irving Rapper; della romana Fausta in Costantino il Grande, di  Lionello De Felice.

Ai ruoli storici alterna ruoli più impegnativi in film anche drammatici, come I magliari di Francesco Rosi, Il sicario di Damiano Damiani, La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini. Né disdegna di partecipare a pellicole brillanti come Brevi amori a Palma di Maiorca e Femmine di lusso, di Giorgio Bianchi; Fantasmi a Roma di Antonio Pietrangeli. Ragguardevole la sua interpretazione nel film tedesco La vera storia di Rosemarie (Die Wahrheit über Rosemarie) per la regia di Rudolf Jugert. 

locandina venere cheronea

venere di cheroneaBelinda Lee in La Venere di Cheronea

borgia

manifesto messalina

giuseppe

costantino il grandeBelinda Lee in Costantino il Grande

magliari 1

magliari 2Belinda Lee con Renato Salvatori in I magliari

sicario

1943

brevi amori

femmine di lusso

fantasmiBelinda Lee, Marcello Mastroianni, Sandra Milo e Tino Buazzelli in Fantasmi a Roma

locandina rosemarie

lee rosemarieBelinda Lee in La vera storia di Rosemarie

lee orsini

lee jacopettiBelinda Lee e le sue storie italiane: con il principe Fillppo Orsini e con il documentarista Gualtiero Jacopetti

Archiviata la storia con Orsini intreccia una nuova relazione con il documentarista Gualtiero Jacopetti, che negli anni ’60 raggiungerà la notorietà grazie alla serie Mondo Cane. Con Jacopetti, dal quale attende un figlio, nel marzo del 1961 si trova in vacanza in California. Un tragico, spaventoso incidente d’auto a San Bernardino le sarà fatale: perde la vita a soli 26 anni. Ironia della sorte: il giorno successivo la coppia avrebbe dovuto ripartire per l’Italia.

Le sue ceneri sono state traslate nel cimitero acattolico di Porta San Paolo a Roma, nella città dove aveva confidato di voler essere seppellita.

jacopetti

LeeIn alto: Gualtiero Jacopetti presso la tomba di Belinda Lee al cimitero acattolico di Roma

 

 

 

 

 

 

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