Cosa vedevamo 50 anni fa: il 1968 al cinema

L’anno 1968 è una data cardine della nostra storia recente. Ha segnato la cesura di un epoca in tutta Europa e Oltreoceano. E’ l’anno dell’occupazione e degli scontri a Valle Giulia, alla facoltà di Architettura di Roma; del Maggio francese; delle battaglie operaie e studentesche; della “primavera di Praga” e della repressione sovietica che manda i carri armati; di Jan Palach che si immola tra le fiamme e assurge a simbolo della lotta per la libertà.

E’ dunque un anno cruciale, carico di eventi, pregno di sviluppi futuri. Ma nel frattempo, mentre si scioperava, si protestava, ci si azzuffava fra opposti schieramenti politici, nella pigra, sorniona, pavida e borghesissima Italia, cosa vedevamo nelle sale cinematografiche? Cosa propinavano le produzioni nostrane al pubblico di quel fatidico 1968?

Se andiamo a scorrere gli annali dei maggiori incassi troveremo quasi esclusivamente commedie e farse all’italiana, alcune anche intelligenti e ben confezionate; qualche western nostrano; qualche film musicale con i cantanti che andavano per la maggiore. Tutto sommato, nel 1968, al buio delle sale, la nostra cinematografia non sembra rispecchiare una realtà sociale in dinamica trasformazione. Del cinema impegnato o d’autore – capace, non dico di anticipare ma almeno riflettere il clima  mutato che si stava vivendo – poco o nulla. Uno sporadico Teorema pasoliniano presentato al festival di Venezia.

In quella stessa kermesse festivaliera Carmelo Bene aveva presentato Nostra signora dei Turchi, destinata però al mercato parallelo dei cinema d’essai (molti consensi, minori compensi). Anche il bel film di Nelo Risi, Diario di una schizofrenica, più sensibile ai temi spinosi della contemporaneità, interpretato splendidamente e diretto con lucida maestria, resta un episodio di nicchia. Nel 1968 esce anche Partner di Bernardo Bertolucci ed esordisce Luigi Magni con Faustina, deliziosa opera prima.

Persino Tre passi nel delirio, trilogia dai racconti di Poe firmata da Vadim, Malle e Fellini (che in questa coproduzione italo-francese fa la parte del leone con il suo episodio visionario Toby Dammit) al botteghino non fu pari alle aspettative. Dopo il sonnacchioso periodo estivo, allora un trimestre languente, a settembre prendeva il via la nuova stagione, per terminare a dicembre, sotto Natale, con la concentrazione più cospicua delle uscite in sala. E qui troviamo i titoli che faranno fare affari d’oro ai produttori, raccogliendone i frutti l’anno successivo (sono ben sei su venti: da Serafino a C’era una volta il West, da Riusciranno i nostri eroi al Mercenario, dalla Matriarca alla Bambolona).

teorema pasolini

signora dei turchi

SONY DSC

partner

faustina

Sicuramente più vitale e stimolante la cinematografia straniera, come quella americana che inaugura l’anno sfornando Indovina chi viene a cena? (presentato a gennaio). Il laureato approda da noi a settembre  e, a chiudere l’anno, a dicembre è la volta dell’ormai mitica  Odissea nello spazio, del disneyano Libro della giungla e di Nastro rosso a New York (Rosemary’s Baby). Dalla Francia vengono Playtime di Tati e Week-end di Godard; dalla Svezia il bergmaniano La vergogna; dall’Ungheria L’armata a cavallo di Miklos Jankso. Dalla Gran Bretagna,  l’americano Joseph Losey, inglese d’adozione, viene a girare in Sardegna una barocca e soffocante rivisitazione del decadente teatro di Tennessee Williams: una alienante Scogliera dei desideri che si scontrerà con il severo giudizio della critica.

indovina

laureato

odissea

giungla

Rosemary

playtime

weekend

vergogna

armata jankso

scogliera

I nostri cineasti sapranno allineare il passo all’aria dei tempi mutati solo l’anno successivo, quando sceneggiatori e registi intraprenderanno la strada non solo del cinema politicizzato ma anche quello della rivoluzione sessuale che dovrà per forza di cose scuotere questo nostro Paese bigotto e sotto il tallone del perbenismo di facciata. Una platea intorpidita dall’avanspettacolo digerisce l’erotismo solo se fatto di doppi sensi, in chiave farsesca, ma si turba se solo un po’ assume accenti scabrosi. Il pretore ricorre alla censura, all’arma del sequestro giudiziario. Con il solo esito di dare ancora più visibilità e notorietà alla pellicola che, dissequestrata dopo qualche giorno, sarà riammessa con clamore nel circuito distributivo.

Vediamo allora quali furono i 20 migliori incassi (in ordine decrescente di graduatoria) del cinema italiano targato 1968

  1. Serafino di Pietro Germi, con Adriano Celentano, 19 dicembre 1968 serafino 1968
  2. Il medico della mutua di Fabrizio Zampa, con Alberto Sordi, 24 ottobre 1968 medico della mutua 1968
  3. C’era una volta il West di Sergio Leone, con Henry Fonda e Claudia Cardinale, 21 dicembre 1968       west-1968                                 
  4. I quattro dell’Ave Maria di G. Colizzi, con B. Spencer e T. Hill, 31 ottobre 1968 ave-maria-1968
  5. Straziami ma di baci saziami di Dino Risi, con Nino Manfredi e Ugo Tognazzi, 4 ottobre 1968 straziami-1968
  6. Bora Bora di Ugo Liberatore, con Corrado Pani, 20 novembre 1968 borabora-1968.jpg
  7. Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? di Ettore Scola, con Alberto Sordi e Nino Manfredi, 19 dicembre 1968 RIUSCIRANNO 1968
  8. La ragazza con la pistola di Mario Monicelli, con Monica Vitti, 20 settembre 1968 PISTOLA 1968
  9. Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli, con Olivia Hussey e Leonard Whiting, 19 ottobre 1968 Romeo 1968
  10. E per tetto un cielo di stelle di Giulio Petroni, con Giuliano Gemma, 29 agosto 1968 

    cielo di stelle 1968

  11. La pecora nera di Luciano Salce, con Vittorio Gassman, 9 novembre 1968 pecora nera 1968
  12. Meglio vedova di Duccio Tessari, con Virna Lisi, 9 ottobre 1968 vedova 1968
  13. Il mercenario di Sergio Corbucci, con Franco Nero, 20 dicembre 1968 mercenario 1968
  14. La matriarca di Pasquale Festa Campanile, con Catherine Spaak, 23 dicembre 1968 matriarca 1968
  15. Svezia inferno e paradiso di Luigi Scattini, documentario, 4 settembre 1968 svezia 1968
  16. Corri uomo corri di Sergio Sollima, con Tomas Milian, 29 agosto 1968 corri uomo 1968
  17. Sissignore di e con Ugo Tognazzi, 4 novembre 1968 sissignore 1968
  18. Teorema di Pier Paolo Pasolini, con Terence Stamp e Silvana Mangano, 5 settembre 1968 (festival di Venezia) kinopoisk.ru
  19. La bambolona di F. Giraldi, con Ugo Tognazzi, 19 dicembre 1968 bambolona1968
  20. Chimera di Ettore M. Fizzarotti, con G. Morandi e Laura Efrikian, 17 ottobre 1968 chimera 1968

Il panorama proposto è quanto di più estraneo alle ribellioni e alle istanze giovanili racchiuse in una data che è diventata simbolo di una generazione (ormai in età da pensione) e di un’epoca che sembra inesorabilmente tramontata.

Renato Santoro –  Roma, 20 dicembre 2017

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