Viva Francesco

In quanto santo patrono del nostro Paese (mi ricordo che quando ero ragazzo negli anni Sessanta il 4 ottobre era giorno festivo), soprattutto per i dati biografici e per il complesso suo percorso dalla profanità alla santità, San Francesco è stato fra tutti i santi e beati quello che più ha stimolato registi e sceneggiatori del nostro cinematografo. Il fatto stesso che l’attuale Pontefice, vescovo di Roma gli abbia reso omaggio adottandone esplicitamente ed espressamente il nome, con la ricaduta in consensi e simpatia che ne è conseguita tra i fedeli, sta a significare che la sobrietà e la essenzialità del francescanesimo sono perfettamente in linea e consonanza con le istanze del nostro tempo, declinate in termini di rispetto per ambiente, animali, esseri umani ed espressione di uno stile di vita improntato al basso profilo, sottotono e sottotraccia.

Non è per nulla casuale che nel nostro panorama filmico, la prima pellicola dedicata al poverello di Assisi sia stata realizzata da un regista laico come Roberto Rossellini, il cui approccio con gli aspetti del sacro era improntato alla messa in discussione, al dubbio, alla concretezza tutta terrena del racconto, ai risvolti psicologici e spirituali della vicenda. Il titolo del film è Francesco giullare di Dio, targato 1950, e vanta come co-sceneggiatore un Federico Fellini agli esordi. A prestare il volto al protagonista è un attore pressoché sconosciuto, Nazario Gerardi. La trama, che non segue un tracciato cronologico ma episodico, è desunta da aneddoti che possono trovarsi ne  I fioretti di San Francesco o ne La vita di Ginepro dando così spazio ai fraticelli che condividevano le esperienze del santo, rilevandone la loro visionarietà ai limiti di una folle esaltazione. Unico attore noto che si associò all’impresa fu il romano Aldo Fabrizi nel ruolo del cattivo Nicolaio. Presentato al Festival di Venezia del 1950, per certe situazioni giudicate “irriverenti”, fu accolto dalla critica con non poche riserve.

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IN ALTO: R. Rossellini, Francesco giullare di Dio (1950), con Nazario Gerardi (Francesco), Aldo Fabrizi (il tiranno Nicolaio), Arabella Lemaitre (Chiara)

Passarono alcuni anni ed è nientemeno che il cinema d’Oltreoceano ad interessarsi alle vicende di questo nostro grande umbro del XIII secolo. Il film, diretto da Michael Curtiz, è del 1961 ed è interpretato dall’all American Bradford Dillman, affiancato da Dolores Hart nel ruolo di Santa Chiara. Il titolo? Francis of Assisi naturally.

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IN ALTO: M. Curtiz, Francis of Assisi (1961), con Bradford Dillman (Francesco) e Dolores Hart (Chiara). In Italia il film uscì con il titolo Francesco d’Assisi, doppiato da Nando Gazzolo e Rita Savagnone

Per ritrovare le mistiche atmosfere dell’Umbria medioevale dobbiamo aspettare Liliana Cavani ed il 1966. Sono gli anni che preparano i grandi rivolgimenti culturali dell’Europa alle soglie degli anni 70 e in un personaggio rivoluzionario come Francesco era possibile trovare tutti i risvolti di quelle idealistiche esigenze generazionali. Per Francesco d’Assisi la regista non per niente scelse Lou Castel, attore scandinavo attivo in Italia, che aveva raggiunto la notorietà con un film “ribelle” come I pugni in tasca di Marco Bellocchio.

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IN ALTO: L. Cavani, Francesco (1966), film per la TV con Lou Castel

La Cavani è profondamente legata alla figura religiosa di Francesco e a quello che il santo rappresenta nel cattolicesimo di base, tanto è vero che dopo il film per la TV italiana del 1966 (trasmesso dalla RAI in due puntate) realizzerà ben altri due film: uno del 1989 per il grande schermo, interpretato dall’americano Mickey Rourke, intitolato semplicemente Francesco, questa volta a colori; l’altro nel 2014. Francesco torna di nuovo nelle nostre case – quasi a voler completare un personale trilogia spirituale maturata da Liliana Cavani nel corso di quasi mezzo secolo – ancora una volta con un attore non italiano (questa volta il polacco Tadeusz Kosciukiewicz), in due puntate andate in onda nel dicembre di tre anni fa sulla prima rete RAI.

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IN ALTO: L. Cavani, Francesco (1989), con Mickey Rourke, doppiato in italiano da Sandro Acerbo. Emanuela Rossi doppia Chiara (interpretata da Helena Bonham Carter)

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IN ALTO: L. Cavani, Francesco (2014), film per la TV con Tadeusz Kosciukiewicz

Franco Zeffirelli nel 1972 ne fa un hippy ante litteram e, raffinato regista estetizzante alla ricerca del calligrafico, sceglie interpreti adatti per il mercato internazionale, soprattutto americano. Si tratta di Graham Faulkner, affiancato dalla delicatissima Judi Bowker nel ruolo di Chiara. con lo sfondo di una rigogliosa e verdeggiante campagna umbra da cartolina turistica; la melensa colonna sonora di Riz Ortolani e la voce di Claudio Baglione nel ruolo di menestrello da messa della domenica. Fratello sole, sorella luna è un titolo che strizza l’occhio ai movimenti ecologisti che in quegli anni prendevano coscienza.

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IN ALTO: F. Zeffirelli, Fratello sole, sorella luna (1972) con Graham Faulkner (Francesco) e Judi Bowker (Chiara) doppiati nella versione italiana da Giancarlo Giannini e Anna Maria Guarnieri

Sarà poi ancora una volta la televisione a rivolgere l’attenzione a questo grande personaggio. Le fiction di Canale 5 non brillano certo per qualità artistica, così come Raoul Bova, l’attore scelto per interpretare il santo, non è di sicuro famoso per le sue doti interpretative. Per dovere di cronaca si cita questa ennesima produzione, titolo Francesco, datata 2002 (in onda in due puntate farcite di pubblicità), diretta da Michele Soavi.

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IN ALTO: M. Soavi, Francesco (2002), film per la TV con Raoul Bova

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IN ALTO: R. Fely e A. Louvet, Il sogno di Francesco (2016) con Elio Germano

Chiude il cerchio il recente Il sogno di Francesco del 2016, un film per le sale cinematografiche, co-produzione italo-franco-belga il cui titolo originale è L’ami – François d’Assise et ses frères, per la regia di due registi francesi (Renaud Fely e Arnaud Louvet). A prestare il volto a Francesco un ispirato e mistico Elio Germano, perfettamente a suo agio nel personaggio.

Renato Santoro (Roma, 12 ottobre 2017)

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