Da OLIVER MESSEL a IRENE SHARAFF: nei panni di Cleopatra

Oliver Messel fu uno dei più quotati e premiati costumisti e scenografi britannici. Nato a Londra nel 1904 da una nota e agiata famiglia inglese,  dopo avere studiato alla Slade School di Belle Arti, raggiunse il successo nel secondo dopoguerra lavorando sia in teatro che nel cinema. Sono sue scenografie e costumi per Cesare e Cleopatra (Ceasar and Cleopatra, 1945), di Gabriel Pascal con Vivien Leigh e Claude Rains; per Improvvisamente l’estate scorsa  (Suddenly Last Summer, 1959), di Joseph L. Mankiewicz, con Montgomery Clift, Elizabeth Taylor e Katharine Hepburn. Negli anni ’60 si trasferì ai Caraibi dove curò l’arredamento in decine e decine di ville per facoltosi americani ed europei residenti in quelle isole ai Tropici, in una profusione di colonne e timpani grecizzanti, salotti barocchi e alcove rococò. Alle Barbados muore nel 1978.

oliver-messelIN ALTO: Oliver Messel (1904-1978)

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vivien-leigh-2IN ALTO: Vivien Leigh in Caesar and Cleopatra (1945), con i costumi di Oliver Messel

k-hep-lastIN ALTO: Katharine Hepburn in Suddenly Last Summer (1959) con i costumi di Oliver Messel

improvvisamente-lestate-scorsa-oliver-messelIN ALTO: Elizabeth Taylo in Suddenly Last Summer (1959) con i costumi di Oliver Messel

Nel 1960 si trova ancora nella capitale del Regno Unito dove cura i costumi per la produzione di Cleopatra che la 20th Century Fox intende girare in Inghilterra, negli sudi di Pinewood. Si tratta del kolossal che vede protagonista “l’attrice dagli occhi viola”, alias Elizabeth Taylor, all’epoca ventottenne sposata con Eddie Fisher, già al suo quarto matrimonio. Era quello il primo progetto messo in piedi dal produttore Walter Wanger con la regia di Rouben Mamoulian, per l’interpretazione di Peter Finch (nel ruolo di Cesare), Stephen Boyd (Marco Antonio) e Keith Baxter (Ottaviano).

I costumi ideati da Messel per la regina del Nilo mirano a mettere maliziosamente in risalto le floride forme della diva, in particolare il seno generoso, e sono un tripudio di trasparenze, pepli, veli e scollature vertiginose. Ne sono testimonianza i bozzetti firmati dal costumista e le foto con i provini dell’attrice con gli abiti di scena.

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IN ALTO: bozzetti disegnati per Elizabeth Taylor da Oliver Messel in occasione della prima produzione inglese di Cleopatra (1960). Sotto: accolta sul set dal regista Rouben Mamoulian

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IN ALTO: gli abiti creati da Oliver Messel per Elizabeth Taylor nella Cleopatra londinese del 1960

Come qualcuno ricorda, Elizabeth Taylor era di salute cagionevole e le umide nebbie del Tamigi le causarono una perniciosa polmonite che quasi la portò all’altro mondo. Si salvò grazie ad una tempestiva tracheotomia. Passarono mesi senza che si potesse girare neppure una scena in cui appariva la regina d’Egitto. Alla fine la Fox smontò il set e l’intero progetto, decisa a spostare la produzione, completamente rivoluzionata nel cast, sulle rive del Tevere.

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IN ALTO: Irene Sharaff durante il provino dei costumi con Elizabeth Taylor (Roma, 1961)

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IN ALTO: tutti i costumi di Irene Sharaff indossati dalla Taylor nel primo tempo della versione definitiva di Cleopatra uscita nelle sale (1963)

L’anno successivo, nel 1961, la troupe si trasferisce a Cinecittà, con Mankiewicz come regista, Rex Harrison scritturato per interpretare Giulio Cesare, insieme a Richard Burton (Antonio) e Roddy McDowall (Ottaviano). Ma questa è tutta un’altra avventura. La costumista americana Irene Sharaff (1910-1993), subentrata a Messel, disegnò ben 65 vestiti diversi, che saranno indossati da Liz-Cleopatra nel corso delle riprese romane del film, incidendo sulle casse della Major hollywoodiana per una cifra iperbolica. Solo l’abito laminato d’oro indossato nella scena dell’ingresso trionfale a Roma, costò la bellezza di 6.500 dollari, una somma di tutto rispetto per l’epoca, paragonabile a qualcosa come 50 mila euro d’oggi.  Molti di questi costumi nemmeno appariranno nella pellicola uscita nelle sale, perché un mucchio di scene, in fase di montaggio, saranno inesorabilmente tagliate.

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maggio 62IN ALTO: Cleopatra entra a Roma. Dettagli del costoso abito d’oro indossato dall’attrice

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IN ALTO: tutti i costumi di Irene Sharaff indossati dalla Taylor nel secondo tempo della versione definitiva di Cleopatra uscita nelle sale (1963)

Nelle intenzioni del regista dovevano venir fuori due film da tre ore ciascuno, ma si scontrò con l’opposizione della dirigenza Fox e dei distributori sicché la pellicola fu drasticamente ridotta a “sole” quattro ore. Naturalmente, anche così i cambi d’abito della sirena del Nilo sono tanti e tali da guadagnare comunque il plauso dello spettatore, al punto che la Sharaff si meritò l’oscar nel 1964 come miglior costumista.

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IN ALTO: alcune delle scene tagliate in fase di montaggio (come quelle girate a Torre Astura o prima della battaglia di Azio)

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IN ALTO: bozzetti di Irene Sharaff per la Cleopatra di Cinecittà. IN BASSO: un abito dalla audace scollatura ideato per l’arrivo a Tarso della regina, che però – come molti altri accanto – non sarò utilizzato (è il primo a sinistra dei bozzetti in alto)

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La statuetta fu divisa dalla Sharaff con Vittorio Nino Novarese (1907-1983), disegnatore dei costumi maschili; e con Renié (1901-1992) cui si debbono gli altri abiti femminili.

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Modelli di Irene Sharaff esposti all’asta della collezione Taylor, a confronto con le scene del film

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cleopatra azioIN ALTO: per la battaglia di Azio un curioso “montgomery” ante litteram foderato in leopardo

Vanno sicuramente citate anche le parrucche e le elaborate acconciature di Vivienne Walker Zavitz (1914-2009) create per la seduttrice di Alessandria; così come non è da meno il trucco di Alberto De Rossi ideatore degli occhi bistrati a coda di rondine (una moda presto copiata dalle ragazze dei primi anni ’60).

a derossiIN ALTO: al trucco con Alberto De Rossi

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Il camerino di Elizabeth Taylor con le parrucche da indossare

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Sul trono dei Tolomei

Roma, 5 marzo 2017

Oliver Messel was one of the most popular British costume designers. Born in London in 1904 by a famous and wealthy English family, after studying at the Slade School of Fine Arts, he obtained the success after World War II, working both in theater and cinema. We remember his sets and costumes for Caesar and Cleopatra (1945), by Gabriel Pascal and Suddenly Last Summer (1959), by Joseph L. Mankiewicz. In the 60’s he moved to the Caribbean where he furnished dozens of villas for wealthy Americans and Europeans residing in the Tropical Islands. He died at Barbados in 1978.

In 1960 he is still in the capital of the UK, where he curates costumes for Cleopatra production, that 20th Century Fox intends to film in England, at Pinewood Studios. That was the first project set up by producer Walter Wanger, under the direction of Rouben Mamoulian, with Peter Finch (Caesar), Stephen Boyd (Mark Antony) and Keith Baxter (Octavian).

The costumes designed by Messel for the Queen of the Nile aim to put malicious emphasis on the florid forms of Elizabeth Taylor, in particular the generous bosom.

As someone remembers, the divine Liz was in poor health and the climate on the Thames caused her a pernicious pneumonia. Months passed by without shooting even a single scene with the Queen of Egypt. Finally, Fox got out the whole project and decided to move the production on the banks of the Tiber.

In 1961, the troupe reached Cinecittà, with Mankiewicz as a director, Rex Harrison (Caesar), Richard Burton (Antony) and Roddy McDowall (Octavian). American costume designer Irene Sharaff (1910-1993) drew no less than 65 different clothes. The cost of the golden dress – worn in the triumphal entry in Rome – was $ 6,500 (a considerable sum for the time, something as 50,000 Euros today). Many of these costumes will not appear in the final version, because a lot of scenes, during editing, will be cut. In the director’s intentions, they were to be out two films of three hours each, but for the opposition of distributors the movie was drastically reduced to “only” four hours.

Irene Sharaff earned an Oscar in 1964 for best costumes. The award was divided with Vittorio Nino Novarese (1907-1983), designer of the male costumes; and Renié (1901-1992) responsible for the other female costumes. We have to cite certainly wigs and hairstyle by Vivienne Walker Zavitz (1914-2009) and the trick by Alberto De Rossi.

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Prova costumi sul set romano di Cleopatra 1961-1962

 

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