FARAONI IN TECHNICOLOR: l’antico Egitto nel cinema in costume degli anni ’50 e ’60 (parte 1/2)

Con le sue storie e leggende, con i suoi personaggi, i miti ed i riti, l’antico Egitto – terra e topos di misteri ed enigmi per eccellenza – offre un ghiotto piatto cui hanno attinto soggettisti e sceneggiatori cinematografici sin dagli esordi della decima Musa. Ma è negli anni ’50 e ’60 del secolo scorso (quando il film in costume, il cosiddetto “peplum”, imperversa) che trame e titoli di ambiente egiziano proliferano. 

Sfogliamo insieme, da un impolverato album di ricordi, questa filmografia – talora ingenua e sommaria nell’impianto e nella recitazione ma ancora nostalgicamente evocativa – che ha scandito quegli anni ormai lontani e irripetibili del nostro cinema.

Nel secondo dopoguerra il primo film ad avere come fondale scenico le sabbie egiziane (simulate dai brulli paesaggi della California e del New Mexico) è di produzione americana ed è Sudan, del 1945, distribuito in Italia nel 1948 con il titolo La schiava del Sudan interpretato da Maria Montez  (una sensuale ballerina dominicana  che qui fa il verso alla Cleopatra di DeMille). Nello stesso anno in Inghilterra Vivien Leigh si cimenta nel ruolo della regina d’Alessandria nel Caesar and Cleopatra (cfr. parte 2/2) da Shakespeare.

https://muromaestro.wordpress.com/2017/01/17/faraoni-in-tecnicolor-parte-22/

 

LA SCHIAVA DEL SUDAN (Sudan)

Universal, USA 1945

Regia di John Rawlins

con Maria Montez (Naila), Jon Hall (Merab) Turhan Bey (Herua)

Sceneggiatura di Edmund L. Hartmann; scenografia di John B. Goodman e Richard H. Riedel; costumi di Vera West; musiche di Milton Rosen

Il film è stato girato negli studi della Universal ad Hollywood e per gli esterni a Gallup.

LA TRAMA. Naila diventa regina del regno egiziano di Khemis quando il padre viene ucciso durante una rivolta di schiavi.  La giovane sovrana  si aggira in incognito per scovare il capo dei ribelli che crede assassino del padre ma viene fatta prigioniera dai predoni del Sudan. L’uomo che invece è innocente la salverà dai mercanti di schiavi e la ragazza scoprirà la sua estraneità. Insieme sconfiggeranno il vero colpevole e finiranno con l’innamorarsi.

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maria montez sudanIN ALTO: Maria Montez è La schiava del Sudan (1945)

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maria montez la schiava del SudanIN ALTO: Maria Montez e Turhan Bey in La schiava del Sudan (1945)

 

SINUHE L’EGIZIANO  (The Egyptian)

20th Century Fox, USA 1954

Regia di Michael Curtiz 

con Edmund Purdom (Sinuhe), Jean Simmons (Merit), Victor Mature (Horemheb), Michael Wilding (Akhenaton), Peter Ustinov (Kaptah), Bella Darvi (Nefer)

Sceneggiatura di Philip Dunne e Casey Robinson; scenografia di Lyle R. Wheeler e George W. Daviscostumi di Charles Le Maire; musiche di Alfred Newman e Bernard Herrmann

Esterni girati in California, nella Valle della Morte e nel Red Rock Canyon.

LA TRAMA. Tratto dal romanzo del finlandese Mika Waltari pubblicato nel 1945, narra le vicende di Sinuhe, medico ai tempi di Amenofi IV / Akhenaton. Seguace del culto di Aton il faraone eretico si inimica il clero tebano che trama per deporlo. La storia di Sinuhe (che scoprirà di essere invece di stirpe reale, abbandonato sulle rive del Nilo come Mosè) si intreccia con gli eventi e i torbidi di quel periodo che vedrà trionfare il generale Horemheb e l’uccisione di Akhenaton. 

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IN ALTO: bozzetto di Charles LeMaire per Sinuhe l’giziano (1954)

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IN ALTO: Edmund Purdom, Victor Mature e Michael Wilding in Sinuhe l’egiziano (1954)

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IN ALTO: Bella Darvi (Nefer) e il regista Michael Curtiz sul set di Sinuhe l’egiziano (1954)

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IN ALTO: Edmund Purdom e Jean Simmons in Sinuhe l’egiziano (1954)

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IN ALTO: Edmund Purdom e Bella Darvi in Sinuhe l’egiziano (1954)

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IN ALTO: Michael Wilding sul set di Sinuhe l’egiziano (1954)

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gene tierneyIN ALTO E A SIN.:  Gene Tierney è Baketamon, la principessa sorella di Akhenaton in Sinuhe l’egiziano (1954). con E. Purdom

 

 

 

 

 

 

LA REGINA DELLE PIRAMIDI  (Land of the Pharaohs)

Warner Bros., USA 1955

regia di Howard Hawks

con Jack Hawkins (Cheope), Joan Collins (principessa Nelifer), Dewey Martin (Senta), Alexis Minotis (Hamar)

Sceneggiatura di Harold Jack Bloom, William Faulkner, Harry Kumitzscenografia di Alexandre Traunercostumi di Mayo (e Lucilla Mussini, non accreditata); musiche di Dimitri Tiomkin

La scena della piramide in costruzione fu girata presso la piramide incompiuta di Baka. Altri esterni furono girate presso la cava di Tourah (nelle vicinanze del Cairo) e presso le cave di granito di Assuan.

LA TRAMA. Storia di amore e morte ambientata al tempo del faraone Cheope, impegnato nella costruzione della sua monumentale piramide. Ne affida il complicato progetto ad un architetto giudeo, ideatore di un complicato sistema di vasi comunicanti per sollevare le enormi pietre e rendere inaccessibile l’ingresso alla camera sepolcrale. La perfida e avida regina che vuole impossessarsi del tesoro resterà prigioniera sepolta viva all’interno della tomba.

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IN ALTO: Joan Collins e Jack Hawkins in La regina delle piramidi (1955)

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IN ALTO: bozzetto di Mayo per La regina delle piramidi (1955)

 

I DIECI COMANDAMENTI (The Ten Commandments)

Paramount, USA 1956

Regia di Cecil B. DeMille

con Charlton Heston (Mosè), Yul Brynner (Ramesse), Anne Baxter (Nefertari), Cedric Hardwicke (Sethi)

Sceneggiatura di Aeneas MacKenzie, Jesse L. Lasky jr., Jack Gariss, Fredric M. Frank; scenografia di Albert Nozaki, Hal Pereira, Walter Tyler; costumi di Arnold Friberg, Edith Head, Dorothy Jeakins, John Jensen, Ralph Jester; musiche di Elmer Bernstein

DeMille aveva già girato un film muto con medesimo titolo e argomento nel 1923, avvalendosi delle scenografie di Paul Iribe e dei costumi (non accreditati) di Howard Greer e Julia Faye (che fu anche tra le interpreti femminili).

Gli esterni del remake del 1956 furono girati in alcune località della California (Red Rock Canyon, Guadalupe etc.) e in Egitto (Sinai, Luxor, Beni Youssef etc.).

LA TRAMA. La storia biblica di Mosè, neonato ebreo abbandonato in una cesta lasciata andare alle acque del Nilo e trovato da una principessa reale che lo alleva a corte come proprio figlio. Il racconto descrive la sua giovinezza cresciuto come egiziano e amico di Ramesse, sino alla scoperta delle sue vere origini e la scelta di liberare il proprio popolo dalla schiavitù in Egitto. Guiderà gli ebrei verso la Terra Promessa, attraversando miracolosamente il Mar Rosso, con le truppe del faraone che vengono travolte dai flutti marini. Sul Sinai Mosè riceverà da Dio le tavole della legge.

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IN ALTO: Yul Brynner e Charlton Heston in I dieci comandamenti (1956)

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IN ALTO: Anne Baxter e Yul Brynner in I dieci comandamenti (1956)

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IN ALTO: Yul Brynner nel ruolo di Ramesse (1956)

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IN ALTO: Charlton Heston nel ruolo di Mosè (1956)

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IN ALTO: Anne Baxter in I dieci comandamenti (1956)

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IN ALTO:  il regist DeMille con Yul Brynner e Anne Baxter (1956) sul set de I dieci comandamenti (1956)

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IN ALTO: fotogramma dal primo I dieci comandamenti di Cecil DeMille del 1923

 

LA DONNA DEI FARAONI

Euro International Film, Italia 1960

Regia di Victor Tourjansky e Giorgio Rivalta

con Linda Cristal (Akis), Pierre Brice (Amosis), Armando Francioli (Ramses, principe di Tebe), John Drew Barrymore (Sabaku, principe di Bubastis), Lilly Lembo (Mareth)

Sceneggiatura di Remigio del Grosso e Ugo Liberatore; scenografia di Arrigo Equini; costumi di Giancarlo Bartolini Salimbeni; musiche di Giovanni Fusco

 Girato a Cinecittà (Roma).

LA TRAMA. Storia di due principi egizi che si contendono il regno, l’uno di Bubastis nel Basso Egitto, l’altro di Tebe nell’Alto Egitto. Si contendono anche la stessa donna. Il tebano trionfa ma la bella e fiera eroina preferisce trovare rifugio nel deserto assieme all’uomo amato.

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IN ALTO: Armando Francioli e Linda Cristal in La donna dei faraoni (1960)

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IN ALTO: Armando Francioli è il principe Ramses di Tebe (1960)

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IL SEPOLCRO DEI RE (Cleopatra’s Daughter)

Explorer Film, Italia 1960

Regia di Fernando Cerchio

con Debra Paget (Shila), Ettore Manni (Resi), Corrado Pani (Nemorat), Erno Crisa (Kefren), Yvette Lebon (Tigi)

Sceneggiatura di Damiano Damiani e Ferdinando Cerchio; scenografia di Enrico Equini D’Amico; costumi di Giancarlo Bartolini Salimbeni; musiche di Giovanni Fusco

LA TRAMA. La versione americana del film, intitolata Cleopara’s Daughter, si apre con un improbabile antefatto di fantasia, che scorre in sovrimpressione sulle prima inquadrature. Cleopatra e Marcantonio, in Assiria per pianificare la difesa dell’Egitto contro i Romani, affidano la propria figlia Shila ai regnanti di quel Paese per allevarla come fosse loro. Dopo la morte di Cleopatra, l’Egitto per i successivi venti anni fu governato dal giovane faraone Nemorat, manovrato dalla dispotica madre Tegi. Con un colpo di mano militare egli conquista l’Assiria e sposa la bellissima Shila che però ama Resi, un giovane medico di corte. Kefren, zio di Nemorat, per usurparne il trono lo avvelena ma il nipote – convinto che sia Shila l’artefice del complotto – prima di morire ordina che ella venga sepolta viva assieme a lui. Resi convince la ragazza a prendere un farmaco che le procura una morte apparente onde poi liberarla. L’architetto che ha progettato la costruzione aiuta i due giovani amanti a fuggire per poi azionare un congegno che farà crollare i grandi blocchi di pietra, provocando la morte sua e di tutti gli altri rimasti con lui nel sepolcro reale.

 

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ettore manni e corrado paniIN ALTO: Ettore Manni e Corrado Pani

erno crisaIN ALTO: Erno Crisa

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debra pagetIN ALTO: Debra Paget ed Ettore Manni

 

 

MACISTE NELLA VALLE DEI RE 

Unidis, Italia 1960

Regia di Carlo Campogalliani

con Mark Forest (Maciste) Chelo Alonso (Smedes), Vira Silenti (Tekaet), Angelo Zanolli (Kenamon), Zvonimir Rogoz (Gran Visir) 

Sceneggiatura di Oreste Biancoli ed Ennio De Concini; scenografia di Oscar D’Amico; costumi di Maria De Matteis; musiche di Carlo Innocenzi

Girato in studio a Roma. Esterni in Egitto, nella Valle dei Re e nell’ex Jugoslavia.

LA TRAMA. Primo film di una fortunata serie con interprete Maciste, ambientato nell’Egitto faraonico, tra una malvagia regina usurpatrice ed un gruppo di ribelli alla cui testa si pone come liberatore l’erculeo eroe (che sul mercato anglosassone sarà ribattezzato Son of Samson). Il legittimo sovrano ritornerà sul trono d’Egitto grazie alle prodezze di Maciste.

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IN ALTO: Chelo Alonso e Mark Forest in Maciste nella Valle dei Re (1960)

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IN ALTO: Mark Forest e Vira Silenti in Maciste nella Valle dei Re (1960)

 

Inevitabile la parodia comica che presto ne seguì. TOTO’ CONTRO MACISTE è un film a colori (Italia 1962), interpretato da Totò, Nino Taranto e Samson Burke nel ruolo del forzuto Maciste; per la regia di Fernando Cerchio, ormai uno specialista nei film di ambientazione egiziana; con le scenografie di Antonio Visone e Francesco De Masi; i costumi di Giancarlo Bartolini Salimbeni. All’epoca esistevano sale cinematografiche di prima, seconda e terza visione. Questo genere di pellicole, etichettate dai critici come di serie B, usciva direttamente nei cinema di seconda visione.

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nadine sandersIN ALTO: l’attrice americana Nadine Sanders sul set di Totò contro Maciste (1962)

 

GIUSEPPE VENDUTO DAI FRATELLI

Jolly Film, Italia 1960

Regia di Irving Rapper e Luciano Ricci

con Geoffrey Home (Giuseppe), Robert Rietty (il Faraone), Robert Morley (Putifarre), Belinda Lee (Heneth), Vira Silenti (Asenath)

Sceneggiatura di Oreste Biancoli, Ennio De Concini, Guglielmo Santangelo; scenografia di Oscar D’Amico; costumi di Maria De Matteis; musiche di Mario Nascimbeni 

Girato negli stabilimenti Titanus a Roma.

LA TRAMA. Episodio biblico dell’ebreo Giuseppe, figlio di Giacobbe, il quale viene venduto dai fratelli gelosi ai mercanti del deserto che lo portano in Egitto. Qui diventa coppiere del Visir Putifarre la cui moglie fedifraga, invaghitasi del giovane ma da lui respinta, lo accusa ingiustamente di aver cercato di sedurla. Condotto in prigione, dopo molte traversie Giuseppe entra nelle grazie del Faraone per avergli interpretato un oscuro sogno. Divenuto ricco e potente potrà far venire presso di sé la famiglia d’origine, ridotta allo stremo dalla carestia.

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IN ALTO: Belinda Lee e Robert Morley in Giuseppe venduto dai fratelli (1961)

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Belinda Lee e Jeoffrey Horne in Giuseppe venduto dai fratelli (1961)

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IN ALTO: Jeoffrey Horne in Giuseppe venduto dai fratelli (1961)

 

NEFERTITE REGINA DEL NILO

Max Film, Italia 1961

Regia di Fernando Cerchio

con Jeanne Crain (Nefertite), Edmund Purdom (Tumos), Vincent Price (Benakon), Amedeo Nazzari (Amenophis IV), Liana Orfei (Merit), Carlo D’Angelo (Seper)

Sceneggiatura di Ottavio Poggi, Fernando Cerchio, John Byrne; scenografia di Ernesto Kromberg e Amedeo Mellone; costumi di Giancarlo Bartolini Salimbeni; musiche di Carlo Rustichelli 

Girato negli Stabilimenti De Paolis e nei dintorni di Roma.

LA TRAMA. Storia romanzata della bella regina moglie di Amenofi IV. Innamorata dello scultore che ne ritrarrà le splendide fattezze nel celebre busto di Berlino. Andrà però sposa al faraone e gli sarà accanto contro il clero di Amon che vuole sbarazzarsi dell’eretico sovrano che aveva rinnegato degli antichi dei. Il faraone muore ma Nefertite terrà testa ai rivoltosi con l’aiuto dell’amato.

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Nefertite 1961

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IN ALTO: Jeanne Crain e Vincent Price in Nefertite regina del Nilo (1961)

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IL LEONE DI TEBE

Filmes (Roma), Sirius (Parigi), coproduzione Italia-Francia 1964

Regia di Giorgio Ferroni

con Yvonne Furneaux (Elena), Alberto Lupo (Menelao), Pierre Cressoy (Ramesse), Mark Forest (Arian), Massimo Serato (Tutmosi)

Sceneggiatura di Andrey De Coligny, Remigio Del Grosso, Giorgio Ferroni; Jean Velter; scenografia di Arrigo Equini e Carlo Gentili; costumi di  Elio Micheli; musiche di Francesco De Masi 

Girato a Roma.

LA TRAMA. Improbabile versione romanzata di Menelao ed Elena che di ritorno da Troia sono dirottati da una tempesta sulle coste d’Egitto. Qui la bella regina greca suscita l’amore del faraone. La protegge il fedele ed erculeo servitore Arian, interpretato da Mark Forest all’epoca celebre per il ruolo di Maciste.

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IN ALTO:  Il leone di Tebe (1964) con Yvonne Furneaux, Alberto Lupo, Massimo Serayo e Mark Forest

 

IL FARAONE (Faraon)

Zespòl Filmowy Kadr, Polonia 1966

Regia di Jerzy Kawalerowicz

con Jerzy Zelnik (Ramses XIII e il suo sosia), Wieslawa Mazurkiewicz (regina madre), Krystyna Mikolajewska (concubina del faraone)

Sceneggiatura di Tadeusz Konwicki e Jerzy Kawalerowicz; scenografia di Jerzy Skrzepinskicostumi di Maria Czekalska, Andrzej Majewski, Barbara Ptak, Lidia Rzeszewska; musiche di Adam Walacinski

Riprese in Polonia, nel deserto uzbeko, in Egitto presso Karnak e Luxor.

LA TRAMA. Storia del faraone Ramses XIII che sale al trono d’Egitto nell’XI secolo a.C. tratta dal romanzo del polacco Boleslaw Prus del 1895. Narra della sua lotta contro gli Assiri ma anche del contrasto con i sacerdoti di Amon.

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IN ALTO: Jerzy Zelnik in Il faraone (1966)

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BIBLIOGRAFIA

R. Poppi, M. Pecorari, Dizionario del cinema italiano. Dal 1960 al 1969 (vol. 3)

CONTINUA

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