HOLLYWOOD FASHION parte 2/2

Alla classe 1904 appartengono altri due capisaldi del costume cinematografico americano: HELEN ROSE e CECIL BEATON, nati la prima a Chicago, nell’Illinois (morta a Palm Springs, California, nel 1985), il secondo in Inghilterra (Hampstead, GB 1904 –  Broad Chalke, GB 1980), operativo principalmente in patria e solo saltuariamente ad Hollywood e per pochi film ma per i quali ebbe il riconoscimento di due premi oscar.

helen-rose

IN ALTO: Helen Rose

Helen Rose Bromberg (di origini russo-germaniche) subentrò ad Adrian nel reparto costumi della MGM quando questi lasciò la potente casa cinematografica per rendersi indipendente. Qui ebbe carta bianca per la sua attività di costumista (si era diplomata all’Accademia di Belle Arti di Chicago) negli anni Quaranta e Cinquanta finché anche lei decise di aprire un atelier di moda. Fu Helen Rose a disegnare l’abito nuziale di Elizabeth Taylor per il suo matrimonio – primo di una lunga serie – con il rampollo della famiglia Hilton, nel 1950, riadattato anche per le riprese del film Il padre della sposa (Father of the Bride) di cui aveva organizzato il guardaroba. E fu sempre lei a disegnare il memorabile abito bianco per il matrimonio di Grace Kelly con Ranieri di Monaco nel 1956.

hilton-50

IN ALTO: l’abito per il matrimonio di Elizabeth Taylor con Conrad Hilton disegnato per lei da Helen Rose (1950)

FATHER OF THE BRIDE (1950)

IN ALTO: Helen Rose per Elizabeth Taylor in Il padre della sposa (Father of the Bride, 1950)

grace-helen-rose

IN ALTO: l’abito nuziale creato da Helen Rose per Grace Kelly, divenuta principessa di Monaco

Per le due attrici disegnò i modelli di alcuni loro film di quel decennio. Sono suoi infatti i costumi indossati da Elizabeth Taylor in Rapsodia (Rhapsody) e L’ultima volta che vidi Parigi (The Last Time I Saw Paris) entrambi del 1954; quelli indossati da Grace Kelly in Alta società (High Society) del 1956.

helen-rose-rapsodia-et

IN ALTO: Helen Rose per Elizabeth Taylor in Rapsodia (Rhapsody, 1954)

helen-rose-the-last-time-i-saw-paris

IN ALTO: Helen Rose per Elizabeth Taylor in L’ultima volta che vidi Parigi (The Last Time I Saw Paris, 1954)

kelly high society

alta-societa

alta-societa-2

IN ALTO: Helen Rose per Grace Kelly in Alta società (High Society, 1956)

Le sue creazioni sembrano mirate a valorizzare l’eleganza muliebre con abiti che mettano in risalto vita stretta e spalle larghe, gambe lunghe e décolleté, punti di forza di donne come Deborah Kerr o Lauren Bacall vestite da Helen Rose rispettivamente in La sposa sognata (Dream Wife, 1953) o La donna del destino (Designing Woman, 1957).

deborah-kerr-dream-wife

IN ALTO: Helen Rose per Deborah Kerr in La sposa sognata (Dream Wife, 1953)

lauren-bacall-designing-woman-1957

IN ALTO: Helen Rose per Lauren Bacall in La donna del destino (Designing Woman, 1957)

La sua carriera è stata coronata da due oscar, vinti per la categoria “film in bianco e nero”: Il bruto e la bella (The Bad and the Beautiful, 1953) con Lana Turner;  Piangerò domani (I’ll Cry Tomorrow, 1956) con Susan Hayward.

bruto-bella-2

bruto-bella-3

IN ALTO: Helen Rose per Lana Turner in Il bruto e la bella (The Bad and the Beautiful, 1952)

lana-turner-con-helen-rose

lana-turner-in-the-life-of-her-ownIN ALTO: Lana Turner si era già affidata alle abili mani di Helen Rose nel film L’indossatrice (The Life of Her Own, 1950) per la regia di George Cukor

susan-piangero-1

susan-piangero-2

IN ALTO: Helen Rose per Susan Hayward in Piangerò domani (I’ll Cry Tomorrow, 1955)

abito-per-susan-hayward

IN ALTO: modello creato da Helen Rose per Susan Hayward in Piangerò domani (1955)

Ben otto sono state le candidature al premio che ogni anno l’Academy assegna a Los Angeles: da Il grande Caruso (The Great Caruso, colore, 1952) a La vedova allegra (The Merry Widow, colore,1953); da La sposa sognata (Dream Wife, B&N,1954) a La sete del potere (Executive Suite, B&N,1955): da Oltre il destino (Interrupted Melody, colore, 1956) a I filibustieri della finanza (The Power and the Prize, B&N, 1957); da Gazebo (B&N, 1960) a Una donna senza volto (Mister Buddwing) BN 1967.

la-maschera-e-il-cuore

IN ALTO: Helen Rose per Joan Crawford in La maschera e il cuore (Torch Song, 1953)

 

CECIL BEATON

autoritratto

IN ALTO: Cecil Beaton, autoritratto fotografico (1938)

Prevalentemente fotografo – celebre per i suoi ritratti di personaggi del mondo dell’arte, della cultura e dello spettacolo – disegnatore di moda e di interni, costumista teatrale, Cecil Beaton si è guadagnato il titolo di Sir dalla Corona britannica. Non ha lavorato molto per Hollywood, ma quando lo ha fatto ha dato il meglio di sé, vincendo l’oscar per Gigi nel 1959 e per My Fair Lady nel 1965. Fece un certo scalpore la sua relazione sentimentale con Greta Garbo essendo entrambi, come noto, preferibilmente attratti dallo stesso sesso.

gigi-1958

gigi-2

leslie caron & louis jourdan - gigi 1958

gigi-4

IN ALTO: Cecil Beaton per Leslie Caron in Gigi (1958)

lady-1

lady-2

lady-3

lady-4

IN ALTO: Cecil Beaton per Audrey Hepburn in My Fair Lady (1964)

 

JEAN LOUIS BERTHAULT

jean-louis-berthault

IN ALTO: Jean Louis

Originario della Francia ma naturalizzato statunitense (nato a Parigi nel 1907, morto a Palm Springs, California, nel 1997) è stato costumista cinematografico noto con il solo nome di Jean Louis,  vezzeggiato da tutte le più acclamate dive degli anni Quaranta-Sessanta, da Judy Holliday a Deborah Kerr, da Lana Turner a Judy Garland, da Kim Novak a Marlene Dietrich, da Doris Day a Shirley MacLaine.

Basterebbero gli abiti da lui creati per Rita Hayworth in Gilda o La signora di Shangai (The Lady from Shangai) per fare di Jean Louis una pietra miliare di quella fabbrica dei sogni che è stata Hollywood. Dal 1944 al 1958 ha fatto parte della scuderia Columbia, per passare alla Universal dove fu attivo sino al 1968.

gilda

gilda-2

IN ALTO: Jean Louis per Rita Hayworth in Gilda (1946)

shangai-1

shangai-2

IN ALTO: Jean Louis per Rita Hayworth in La signora di Shangai (The Lady from Shangai, 1947)

Dal 1951  è stato ininterrottamente candidato agli oscar per ben 14 volte, vincendone però solo uno nel 1957 per Una Cadillac tutta d’oro (The Solid Gold Cadillac).

cadillac-1

cadillac-2

IN ALTO: Jean Louis per Judy Holliday in Una Cadillac tutta d’oro (The Solid Gold Cadillac, 1956)

Il lunghissimo elenco delle candidature va da Nata ieri (Born Yesterday, B&N, 1951) a Trinidad (Affair in Trinidad, B&N, 1953); da Da qui all’eternità (From Here to Eternity, B&N,1954) a La ragazza del secolo (It Should Happen to You, B&N, 1955); da E’ nata una stella, in collaborazione con Irene Sharaff  (A Star Is Born, colore, 1955) a L’ape regina (Queen Bee, B&N, 1956); da Pal Joey  (1958) a Una strega in paradiso (Bell, Book and Candle, 1959) Vincitori e vinti  (Judgment at Nurimberg, B&N,1962) a Il sentiero degli amanti (Back Street, colore, 1962); da La nave dei folli, in collaborazione con Bill Thomas (Ship of Fools,  B&N,1966) a Gambit, Grande furto al Semiramis (Gambit, colore, 1967); per finire con Millie (Thoroughly Modern Millie) nel 1968.

Lana Turner – che per la spettatrice americana degli anni Cinquanta  incarna il modello di riferimento della signora di classe – si affiderà a Jean Louis per le toilettes da indossare in molte delle sue pellicole, una per tutte Lo specchio della vita (Imitation of Life) del 1959.

judy-holliday

IN ALTO: Jean Louis per Judy Holliday in Nata ieri (Born Yesterday, 1950)

deborah-kerr-eternita

IN ALTO: Jean Louis per Deborah Kerr in Da qui all’eternità (From Here to Eternity, 1953)

Sposato tre volte (l’ultima delle quali con la nota attrice Loretta Young) sembra smentire il luogo comune che assegna a couturier e costumisti la nomea di un diverso orientamento sessuale. Esaltazione della femminilità in tutta la sua provocazione ammaliatrice è l’abito creato da Jean Louis per Marilyn Monroe e indossato dalla diva per la festa di John F. Kennedy nel 1962, nella ormai celeberrima notte dell’Happy Birthday Mr. President.

montecarlo-story-1956

IN ALTO: Jean Louis per Marlene Dietrich in Montecarlo (1956)

novak

un-solo-grande-amore

IN ALTO: Jean Louis per Kim Novak in Un solo grande amore (Jeanne Eagels, 1957)

novak

IN ALTO: l’abito creato da Jean Louis per Kim Novak nel 1957

lo-specchio-della-vita

IN ALTO: Jean Louis per Lana Turner in Lo specchio della vita (Imitation of Life, 1959)

pillow

IN ALTO: Jean Louis per Doris Day in Il letto racconta (Pillow Talk, 1959) 

maclaine

IN ALTO: Jean Louis per Shirley MacLaine in Gambit (1966)

julie-andrews-millie

IN ALTO: Jean Luois per Julie Andrews in Millie (1967)

monroe

jean louisIN ALTO: Jean Louis per Marilyn Monroe (1962). Suoi gli abiti per l’ultimo film incompiuto della diva, Something’s Got to Give

 

IRENE SHARAFF

irene

iN ALTO: Irene Sharaff al tavolo da lavoro

Forte di 15 candidature Irene Sharaff è riuscita a conquistare 5 oscar: nel 1952 in collaborazione con Orry-Kelly per Un americano a Parigi (An American in Paris); nel 1957 per Il re ed io (The King and I); nel 1962 per West Side Story; nel 1964 per Cleopatra; nel 1967 per Chi ha paura di Virginia Woolf? (Who’s Afraid of Virginia Woolf?).

kerr-re-1956-sharaff

IN ALTO: Irene Sharaff per Deborah Kerr e Yul Brinner in Il re ed io (The King and I, 1956)

nathalie-wood

NATALIE WOOD, RITA MORENO

IRENE SHARAFF per Natalie Wood in West Side Story (1961)

irene-cleo

IN ALTO: Irene Sharaff ed Elizabeth Taylor sul set di Cleopatra (1963)

L1020191.JPGIN ALTO: Irene Sharaff, bozzetto a inchiostro e acquerello per Elizabeth Taylor in Castelli di Sabbia (The Sandpiper, 1965)

et-woolfIN ALTO: Irene Sharaff per Elizabeth Taylor in Chi ha paura di Virginia Woolf? (Who’s Afraid of Virginia Woolf?, 1966) 

Tra le sue menzioni più apprezzate ricordiamo quelle del 1956 per Bulli e pupe (Guys and Dolls); del 1960 per Porgy and Bess; del 1961 per Can-Can; del 1968 per La bisbetica domata (The Taming of the Shrew); del 1970 per Hello Dolly.

et-shrew

IN ALTO: Irene Sharaff per Elizabeth Taylor in La bisbetica domata (The Taming of the Shrew, 1967)

irene-sharaff-per-barbra-streisand-funny-girl

IN ALTO: bozzetto di Irene Sharaff per Barbra Streisand in Hello Dolly (1969)

Nata a Boston nel 1910, è stata molto attiva in campo teatrale ed anche nel cinema mostra una spiccata inclinazione più per il film in costume di ambiente storico che non per il contemporaneo. Sono rimasti memorabili, anche per il loro costo, i fastosi abiti da lei disegnati per Elizabeth Taylor nei panni della celebre regina egiziana. Per l’attrice realizzò anche il vestito indossato in occasione del suo quinto matrimonio, quello con Richard Burton nel 1964, ispirato nella foggia, nel colore e nell’acconciatura al modello indossato sul set di Cleopatra nella prima loro scena girata assieme.

wedding-in-montreal-1964

IN ALTO: Irene Sharaff per Elizabeth Taylor

mammina-cara

IN ALTO: Irene Sharaff per Faye Dunaway in Mammina cara (Mommie Dearest, 1981)

L’ultima pellicola allestita da Irene Sharaff è stata Mammina Cara (Mommie Dearest, 1981) con Faye Danaway nel ruolo della perfida Joan Crawford, mitica diva degli anni Trenta e Quaranta. La Sharaff è morta a Nuova York nel 1993.

 

DOROTHY JEAKINS

dorothy-jeakins

IN ALTO: consegna dell’oscar a Dorothy Jeakins nel 1949

Californiana, nata a San Diego nel 1914, dopo avere studiato ad un istituto artistico di Los Angeles ha lavorato per decenni come disegnatrice di moda, avvicinandosi casualmente al mondo del cinema grazie al regista Vicotr Fleming che le affidò la collaborazione ai costumi per Giovanna D’Arco (Joan of Arc, 1948) che le valse subito il riconoscimento di un oscar (condiviso con Barbara Karinska, l’altra costumista), conquistato nel 1949. Dorothy Jeakins non si legò mai a lungo ad una sola casa di produzione, preferendo gestirsi in proprio. Assieme alla squadra di costumisti con a capo Edith Head lavorò alla realizzazione di Sansone e Dalila di DeMille con cui nel 1951 vinse il suo secondo oscar. Il terzo arrivò nel 1965 per La notte dell’iguana (Night of the Iguana) con un cast femminile di tutto rispetto che comprendeva Deborah Kerr, Ava Gardner, Sue Lyon.

ingrid-bergman-giovanna-darco

IN ALTO: bozzetto di Dorothy Jeakins per Ingrid Bergman in Giovanna d’Arco (Joan of Arc, 1948)

kerr-iguana

IN ALTO: Dorothy Jeakins per Deborah Kerr in La notte dell’iguana (Night of the Iguana, 1964)

ava

IN ALTO: Dorothy Jeakins per Ava Gardner in La notte dell’iguana (Night of the Iguana, 1964)

Nella sua quarantennale carriera, attiva sino a tutti gli anni Ottanta, collezionò 12 candidature, molte delle quali in collaborazione con lo staff della Head o con Charles LeMaire. Tutta individuale la menzione per Quelle due (The Children’s Hour) nel 1962; Capobanda (The Music Man) nel 1963; Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music) nel 1966; Hawaii nel 1967; The Dead – Gente di Dublino (The Dead) nel 1988.

Muore a Santa Barbara nel 1995.

bozzetto-per-sound-of-music

IN ALTO: bozzetto di Dorothy Jeakins per Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music, 1965)

eleanor-parker

IN ALTO: Dorothy Jeakins per Eleanor Parker in Tutti insieme appassionatamente (The Sound of Music, 1965)

 

WILLIAM TRAVILLA

travilla-fox

IN ALTO: William Travilal negli anni Sessanta negli studi della Fox

William Travilla (che si firma anche con il solo cognome), nato a Los Angeles nel 1920, deve la sua notorietà all’essere stato il costumista di fiducia di Marilyn Monroe per la quale ha realizzato alcuni dei suoi strepitosi abiti, diventati immagini simbolo del mito hollywoodiano.

Basti pensare al vestito bianco di Quando la moglie è in vacanza (The Seven Year Itch, 1955), nella scena – ormai di culto – del getto d’aria dalla griglia della metropolitana che ne solleva  la gonna. Ma altrettanto impressi nella memoria collettiva sono quello rosa di Gli uomini preferiscono le bionde  (Gentlemen prefer Blondes, 1953) o quello rosso fuoco di Niagara.

moglie-in-vacanza

IN ALTO: Travilla per Marilyn Monroe in Quando la moglie è in vacanza (The Seven Year Itch, 1955)

blondes

IN ALTO: Travilla per Marilyn Monroe in Gli uomini preferiscono le bionde (Gentlemen Prefer Blondes, 1953)

niagara

IN ALTO: Travilla per Marilyn Monroe in Niagara (1953)

Sembra ormai certo che Travilla e la diva ebbero una breve liaison sentimentale; anche se lui non pensò mai di lasciare la moglie, l’attrice Dona Drake, cui rimase legato tutta la vita. Morì nel 1990.

Travilla vinse il primo premio oscar nel 1950, categoria a colori, per i costumi da lui realizzati per il film Le avventure di Don Giovanni (Adventures of Don Juan, 1948), in collaborazione con le costumiste Leah Rhodes e Marjorie Best.

Altre candidature all’oscar le ebbe per Come sposare un milionario (How to Marry a Millionaire) nel 1954; Follie dell’anno (There’s No Business Like Snow Business) nel 1955; Donna d’estate (The Stripper) nel 1964.

travilla-the-stripper

IN ALTO: Travilla per Joanne Woodward in Donna d’estate (The Stripper, 1963)

bambole

IN ALTO: bozzetto di Travilla per Sharon Tate in La valle delle bambole (Valley of the Dolls, 1967)

Ma con Travilla siamo entrati già nel pieno degli anni Sessanta e il cinema hollywoodiano che era, e voleva essere, spettacolo e sogno cede il testimone alla generazione della Eastern Coast, dei nuovi registi e dei nuovi interpreti che nella Big Apple trovano l’habitat giusto per nuove storie e nuove facce destinate a nuovi spettatori. Il divismo passa di mano al cinema indipendente rivolto ad un mondo e ad una società in rapida trasformazione. Tutto il glamour che permeava di fascino uomini e donne di quel tempo andato e che riusciva a calamitare e stregare il pubblico pagante di mezzo mondo è diventato solo un bell’album di ricordi.

HOLLYWOOD FASHION (fine)

arch. Renato Santoro – Roma, gennaio 2017

 

INDICE

HELEN ROSE  Chicago, Illinois, 1904 – Palm Springs, California 1985

CECIL BEATON  Hampstead, GB 1904 –  Broad Chalke, GB 1980

JEAN LOUIS (BERTHAULT)  Parigi, Francia 1907 – Palm Springs, California 1997

IRENE SHARAFF  Boston, Massachusetts 1910 – Nuova York 1993

DOROTHY JEAKINS  San Diego, California 1914 – Santa Barbara, Ca. 1995

WILLIAM TRAVILLA   Los Angeles 1920-1990

 

Link: HOLLYWOOD FASHION parte 1/1

https://muromaestro.wordpress.com/2017/01/02/hollywood-fashion-parte-12/

ADRIAN ADOLPH GREENBERG (Adrian o Gilbert Adrian), Naugatuck, Connecticut 1903 – Los Angeles, California 1959

TRAVIS BANTON,  Waco, Texas1897 – Los Angeles, California, 1958

EDITH HEAD,  San Bernardino, California1897 – Los Angeles, Ca. 1981

ORRY GEORGE KELLY, (Orry-Kelly) Kiama, Australia 1897 – Hollywood, California 1964

CHARLES LEMAIRE, Chicago, Illinois 1897 – Palm Springs, California 1985

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...