1966: THE TAMING OF ELIZABETH TAYLOR

Dell’Italia avevano un piacevole ricordo perché legato al loro incontro ed alla loro storia, ma offuscato dall’incubo dei paparazzi, dalla curiosità morbosa della stampa, dai pettegolezzi della gente che li avvicinava. Così, dopo quattro anni dalle riprese di Cleopatra, nella primavera del 1966 Elizabeth Taylor e Richard Burton, per i giornali di gossip semplicemente Liz&Dick, dopo una fugace escursione fiorentina, con tanto di foto-ricordo sul Lungarno, sono di nuovo a Roma per un progetto cinematografico che solleticava entrambi e che Burton, attore di estrazione teatrale  scespiriana, accarezzava da tempo. Franco Zeffirelli [1] godeva di stima e notorietà nel Regno Unito per i suoi applauditi allestimenti teatrali e per le regie operistiche.  Il regista fiorentino aveva proposto alla celebre coppia – nota anche per le loro baruffe, per gli accesi alterchi dovuti alla gelosia di lei, alle sbronze di lui – di portare sullo schermo i battibecchi e le zuffe di Caterina e Petruccio, i protagonisti de La bisbetica domataThe Taming of the Shrew di William Shakespeare – e i due attori avevano accettato con entusiasmo.

cop

in copertina: Franco Zeffirelli ed Elizabeth Taylor durante le riprese di La bisbetica domata

Eccoli dunque nuovamente nei teatri di posa italiani, questa volta però in quelli di più recente costruzione di Dinocittà. Si tratta degli studi cinematografici che il produttore napoletano Dino De Laurentiis aveva realizzato sulla via Pontina, a ventitre chilometri dal centro, il terzo polo dopo Cinecittà al Tuscolano e gli studi De Paolis sulla via Tiburtina. A Dinocittà Antonioni aveva ambientato il suo episodio del provino di Soraya ne I tre volti (1965) primo ed ultimo film della principessa iraniana; e sempre qui John Huston aveva ricostruito l’arca di Noè per La Bibbia  (1966). I romani che, nelle domeniche d’estate, tornavano in città dai bagni a Torvajanica, si trovavano sulla sinistra, a ridosso della Pontina, l’inquietante sagoma di una tetra, enorme nave di legno, con la prua rivolta minacciosa verso la strada ed un mare di automobili in coda.

firenze

IN ALTO: Tappa a Firenze prima dell’arrivo a Roma (primavera 1966)

trevi

IN ALTO: Roma, fontana di Trevi, gruppo di famiglia al completo

opera-66

IN ALTO: al Teatro dell’Opera di Roma per applaudire Nureyev e Fracci (marzo 1966)

escargot

IN ALTO: Roma 1966 a pranzo all’Escargot sulla via Appia Antica

66

1966

IN ALTO:  Liz&Dick (Roma, primavera 1966)

Lo scenario degli anni Sessanta sta mutando. Nel biennio 1966-67 durante il quale i Burton soggiornano in Italia, impegnati in una serie di film che li vede coinvolti – ben quattro: a La bisbetica domata seguono, infatti, Il dottor Faustus (Dr. Faustus), Riflessi in un occhio d’oro (Reflections in a Golden Eye), La scogliera dei desideri (Boom!) – la situazione del Paese volge verso una minacciosa recessione economica subentrante al periodo di forte crescita e benessere che aveva caratterizzato il decennio precedente. Giornali e televisione hanno ribattezzato “congiuntura” la crisi di mercato e di lavoro che dalla metà degli anni Sessanta scivola fatalmente verso i malumori e le contestazioni del Sessantotto.

Sono gli anni della ribellione giovanile, della musica rock e beat, della trasformazione dei costumi sessuali, dei capelli lunghi, dei movimenti studenteschi che porteranno ai primi scioperi, sino alle storiche occupazioni universitarie dell’anno fatidico.

Nel panorama internazionale è l’anno della rivoluzione culturale di Mao Tse Tung in Cina; della guerriglia armata in Bolivia condotta da Ernesto Guevara, detto “el Che”; dei bombardamenti americani nel Vietnam del Nord.

Il cinema italiano gode di buona salute: prime visioni per Blow-Up di Antonioni, Uccellacci e uccellini, di Pasolini, L’armata Brancaleone di Mario Monicelli. Il Piper[2] è la discoteca romana dove i ragazzi possono ballare con le canzoni pop di Caterina Caselli e Patty Pravo, dei Rokes e l’Equipe 84: da Nessuno mi può giudicare a Ragazzo triste, da Che colpa abbiamo noi a Io ho in mente te. Tra i romanzi in pubblicazione nel 1966: A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia, Una spirale di nebbia di Michele Prisco.

Nel 1967 le manifestazioni di protesta si susseguono. Il cinema italiano riverbera le tensioni sociali in atto in film come La Cina è vicina di Marco Bellocchio. Anche oltre Tevere si è sensibili alle istanze delle popolazioni del terzo mondo e papa Paolo VI emana l’enciclica Populorum progressio.

In giugno, guidato da Moshe Dayan l’esercito israeliano sbaraglia le truppe unite di Egitto, Siria e Giordania: è la cosiddetta “guerra dei sei giorni” a seguito della quale Israele si annette Sinai, Cisgiordania e alture del Golan. In Grecia i colonnelli organizzano un colpo di stato e re Costantino vola in esilio a Roma. Che Guevara viene catturato ed ucciso.

Intanto si avvicina la data cruciale, quel 1968 che in Italia e nell’Europa intera[3] costituisce uno spartiacque, la cesura tra una trascorsa epoca di ricostruzione e leggerezza ed una nuova stagione, aperta a problematiche più gravose e di più impegnativa soluzione.

stampa

IN ALTO: presentazione alla stampa del film a Dinocittà

trio

IN ALTO: il primo giorno di riprese (Zeffirelli, Liz e Burton)

riprese

IN ALTO: durante le riprese 

E’ in questo contesto socio-culturale che Elizabeth Taylor e Richard Burton incrociano, forse inconsapevoli o distratti, questa situazione modificata dell’Italia, ben diversa da quella spensierata e festaiola dei tempi di Cleopatra. Ma Richard Burton, per quanto gli competeva nel suo ruolo di attore e persona di spettacolo, seppe dare prova di impegno civico quando nel novembre 1966, in occasione della drammatica alluvione che flagellò il nord Italia, in particolare il Veneto e la Toscana. Burton  aderisce con slancio alla proposta di Franco Zeffirelli che aveva girato Per Firenze, accorato documentario sull’adorata città natale, in ginocchio per l’esondazione  dell’Arno dagli argini; accetta di farne il presentatore e di prestare la sua voce fuori campo nelle due versioni in italiano[4] e in inglese.

Il regista aveva filmato i guasti irreparabili subìti dalle opere d’arte e di architettura, elogiando il commovente contributo dato dagli studenti di tutta Europa che erano accorsi per aiutare, come potevano, nell’opera di soccorso. Emblematico resta il fermo-immagine su  questi ragazzi di diversa nazionalità che si passano l’un l’altro vecchi libri e manoscritti appena recuperati dal fango, per portarli al riparo. In onda il 4 dicembre, ad un mese esatto dall’evento, l’attore gallese si presenta davanti alle telecamere commentando, diligentemente nella nostra lingua per gli spettatori della RAI,  le riprese che scorrevano sul teleschermo. La sua calda ed intensa voce, allenata con Shakespeare e i grandi classici elisabettiani, fa conoscere in tutto il Continente la tragica situazione del capoluogo toscano, con il crocefisso di Cimabue, rovinato irrimediabilmente, sullo sfondo come rappresentazione simbolica dell’evento. Nei mesi a seguire la coppia anima con fervore la campagna, promossa internazionalmente, per la raccolta di fondi a favore del salvataggio delle opere d’arte e delle popolazioni colpite dalla calamità naturale, partecipando alle serate benefiche organizzate nell’ambiente dello spettacolo, tra Venezia e Parigi.

firenze

IN ALTO: autunno 1966, Zeffirelli e Richard Burton Per Firenze

Quando Elizabeth Taylor farà ritorno a Roma negli anni Settanta la situazione politica italiana sarà anche più esplosiva rispetto a cinque anni prima. Il 1968 che, come si è detto, aveva incrinato certezze e scardinato punti fermi, ha anche offerto il pretesto a formazioni estremiste di organizzarsi in frange terroristiche rosse e nere. Queste saranno presto cavalcate dagli stessi servizi segreti deviati, mossi dall’interesse di alimentare quella cosiddetta “strategia della tensione”, necessaria per manipolare l’opinione pubblica e scongiurare la possibilità di un accesso del partito comunista al comparto governativo. Attentati, stragi, sequestri, manifestazioni e cariche della Celere sono all’ordine del giorno.

Quell’inquietante, straniante film che è Identikit, nel cui progetto intrigata la Taylor si lascia coinvolgere nel 1973 da Patroni Griffi, riflette quel clima: ormai Roma non è più quella dei paparazzi dei radiosi primi anni Sessanta; è una città sgomenta, lacerata da sirene della polizia, campo d’azione del terrorismo arabo, sconcertata da piccole e grandi violenze quotidiane.

E’ un Paese questo, in cui un Tribunale penale condanna alle fiamme, per oscenità, un film come Ultimo tango a Parigi di Bertolucci.

taormina-66

IN ALTO: luglio 1966, la coppia a Taormina per il David di Donatello assegnato a Burton per La spia che venne dal freddo

taormina-67

IN ALTO: Taormina, luglio 1967, la coppia viene premiata per la loro interpretazione nella Bisbetica domata

Torniamo alla primavera 1966. Nel mese di marzo la coppia è a Roma per iniziare le riprese de La bisbetica domata. Gli introiti cospicui messi insieme dai due attori grazie agli ultimi film girati insieme, permette loro di costituire una società di produzione, la Royal Film International con la quale dar vita a progetti cinematografici in cui credono e su cui puntano, senza dover sottostare alle imposizioni degli Studios hollywoodiani. La messinscena di un’opera scespiriana era uno di questi, in coproduzione esecutiva  con l’italiana F.A.I. di cui fa parte lo stesso Franco Zeffirelli, regista del film (in realtà il Fiorentino uscirà malconcio dai Diari di Burton, che lo descrive “vile e sfuggente”). La distribuzione a livello internazionale sarà comunque ceduta ad una major, la Columbia.

John De Cuir, che aveva lavorato al rutilante impianto scenografico di Cleopatra, affiancato dall’italiano Renzo Mongiardino, allestisce il set, ricostruendo interi scorci della Padova rinascimentale in cui è ambientata la commedia. Si tratta di scenografie molto accurate e attente al dettaglio, fedeli alle rappresentazioni pittoriche dell’epoca. Così come i sontuosi costumi, disegnati per Elizabeth Taylor da Irene Sharaff (la stessa costumista che aveva ideato gli sfarzosi abiti di Cleopatra),  la quale trae ispirazione dai quadri del veneto Lorenzo Lotto. I costumi per Burton e gli altri interpreti, anch’essi molto elaborati, saranno curati dall’italiano Danilo Donati.

Alla stesura della sceneggiatura partecipa Suso Cecchi D’Amico, veterana del cinema italiano e per i ruoli di secondo piano Zeffirelli attinge ad attori e caratteristi della scena nazionale, amici di vecchia data e comprovata professionalità: da Bice Valori a Giancarlo Cobelli, da Milena Vukotic a Lino Capolicchio. Tra quelli di lingua inglese, Cyril Cusack, Natasha Pyne e Michael York.

Per la colonna sonora viene dato incarico al maestro Nino Rota, il celebre compositore delle musiche dei film di Fellini, da La strada a La dolce vita, a Otto e mezzo.

Le riprese proseguiranno sino all’estate e termineranno a fine luglio. La coppia alloggia a villa Angiolillo sull’Appia Antica, affittata per loro su consiglio del regista che abita non lontano. Tra una ripresa e l’altra i fotografi romani, stavolta meno assillanti e con meno clamore rispetto agli anni turbolenti di Cleopatra, li ritraggono a qualche cena di gala, al ritiro di qualche premio o sulla spiaggia di Torvajanica, catturati a passeggiare tranquillamente come una qualsiasi coppia in vacanza.

torvaianica

tor

vaianica

IN ALTO: giornata balneare a Torvaianica (estate 1966)

Il 27 febbraio 1967, il giorno del trentacinquesimo compleanno di Liz, La bisbetica domata (The Taming of the Shrew) viene proiettata a Londra in prima mondiale. L’ottima accoglienza di critica e di pubblico rincuora l’intero cast. A marzo il film esce in Italia, dove riscuoterà un lusinghiero successo e la pellicola farà incetta di premi.

Nel luglio 1967 la coppia è a Taormina per ricevere il David di Donatello, come miglior attore e migliore attrice stranieri. A doppiare Liz in italiano è ancora Rita Savagnone. Giuseppe Rinaldi presta la sua voce a Burton.

arch. Renato Santoro – Roma, 14 dicembre 2016 

NOTE

[1] La carriera di Franco Zeffirelli (all’anagrafe Gianfranco Corso), nato a Firenze nel 1923, ha inizio come scenografo teatrale per Visconti del quale sarà anche aiuto-regista cinematografico. Modesto il suo esordio con il film Camping (1957)

[2] Zeffirelli racconta che anche Elizabeth Taylor gli chiedeva di accompagnarla allo storico locale di via Tagliamento (F. Zeffirelli, Autobiografia, Mondadori, Milano 2008 pp. 250-251)

[3] Da gennaio 1968, nel volgere di poche settimane, molte università italiane vengono occupate dagli studenti, sino agli scontri di marzo a Valle Giulia, fra studenti della facoltà di architettura e forze di polizia. In questo mutato clima culturale ben si inserisce il saggio dello psichiatra Franco Basaglia L’istituzione negata nel quale si criticano i trattamenti che i malati di mente subiscono nelle case di cura. Dopo un susseguirsi di governi monocolore democristiani, a fine anno, è la volta di un governo di centro-sinistra con Mariano Rumor. La contestazione studentesca e le occupazioni universitarie caratterizzano il 1968 in tutta Europa, esplodendo nel cosiddetto “maggio francese” che diviene simbolo di quella irripetibile stagione politica. In quello stesso anno, ad agosto, le truppe sovietiche invadono la Cecoslovacchia, con una cruenta repressione di quella che era stata definita “la primavera di Praga”, timido tentativo di apertura ai principi elementari di libertà, di abolizione della censura, di riforme economiche, promosso dal segretario del partito comunista cecoslovacco Alexander Dubček.

[4] L’attore esordisce così: “Io sono Richard Burton. Voi perdonerete il mio italiano imperfetto, ma vorrei cercare di parlarvi senza traduzione perché quello che è accaduto in Italia e a Firenze mi riguarda profondamente.” E conclude: “Adesso Firenze ha bisogno dell’aiuto di tutti, perché Firenze appartiene al mondo, quindi è anche la mia città”. Da: Per Firenze, documentario di Franco Zeffirelli, musiche di Ennio Morricone, bianco e nero, durata 49 minuti, RAI, Italia 1966. Si veda on-line  l’Archivio teche RAI:

http://www.teche.rai.it/2015/11/4-novembre-66-lalluvione-di-firenze/

1 Comment

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...