NANO preferisce la bionda, la mora (o tutt’e due)?

Silvano Campeggi è stimato fra i grandi cartellonisti del cinema italiano degli anni d’oro, quelli del secondo dopoguerra e più specificatamente dagli anni ’50 al 1970.

Fiorentino, è nato nel capoluogo toscano il 23 gennaio 1923, Acquario estroverso ed estroso, figlio di un tipografo, cresce fra inchiostri e stampatrici, e adolescente frequenta l’Istituto d’Arte a Porta Romana dove insegnano Ottone Rosai e Ardengo Soffici, nomi cioè di tutto rispetto. Finita la guerra si trasferisce a Roma e qui ha inizio la sua fortuna. Nella Capitale incontra infatti il conterraneo Orfeo Tamburi e, soprattutto, conosce un grande cartellonista cinematografico del tempo, Luigi Martinati (1893-1983), che lavora per gli americani della Warner Bros. e lo “inizia” all’arte del manifesto. Dalla Metro Goldwyn Mayer gli viene infatti commissionata la locandina di Via col vento, che porta la data del 1949 ed è firmata con il suo pseudonimo: il nomignolo Nano che gli serberà tanta fortuna e popolarità.

Magari snobbato dall’arte ufficiale e dai critici più compassati che non gli perdonano la commercializzazione del suo talento, Campeggi  ha realizzato migliaia di manifesti  che si sono impressi indelebilmente nell’iconografia cinematografica di quei decenni irripetibili: da Casablanca a Un Americano a Parigi, da West Side Story a Vincitori e vinti, da Gigi a Colazione da Tiffany. Abilissimo ritrattista, dal segno fluido e sicuro, padrone del colore e del movimento, la sua mano ha dato vita ad una sterminata galleria di personaggi che hanno fatto la storia della decima musa. Ha lavorato sino a tarda età, longevo e inossidabile. Notevoli le sue accensioni cromatiche, come quei rossi che ne hanno decretato l’inconfondibile cifra estetica: da Ben Hur a Exodus.

Quando il crollo del mercato cinematografico e l’avvento della computer-grafica mettono in crisi il lavoro dei cartellonisti della tradizione, Nano decide di fare rientro nella sua Firenze dove si gode gli anni della maturità prima, della vecchiaia poi, in invidiabile forma fisica e lucidità di testa, dedicandosi al disegno artistico, antica passione di gioventù. Dalla sua villa in collina la vista spazia sulla città dei Medici che si sdraia pigra ai piedi della cupola brunelleschiana. L’isola d’Elba è stata invece da sempre meta estiva dei suoi soggiorni vacanzieri.

Campeggi ha confessato che fra i tanti divi da lui disegnati, in particolare due sono stati i visi che lo hanno incantato e che gli hanno consentito di esprimere il meglio di sé: la bionda Marilyn e la bruna Liz, due attrici leggendarie, entrambe assurte a simbolo della Hollywood del mito. La prima contraddistinta dalla levità di una ingenuità scanzonata e autoironica; l’altra di più compassata bellezza, con una precoce tendenza al matronale.

E’ ormai divenuto un succoso aneddoto l’episodio, da lui stesso raccontato, di quando andò in America per ritrarre Marilyn Monroe, sogno proibito di milioni di uomini in tutto il mondo. Appena si incontrarono nell’atelier, fra cartoncini e gessetti colorati, l’attrice esordì con studiato candore: “Maestro, do I need to get undressed?”. Mi devo spogliare? Ma Nano l’artista andava oltre la nudità di un corpo: è dal volto, dagli occhi appannati di malinconia, dalle labbra appena dischiuse che seppe tirar fuori la sensualità e la bambinesca malizia della regina della seduzione.

uomini preferiscono le bionde1953

quando la moglie è in vacanza1955

quando la moglie è in vacanza silvano campeggi nano1955

a qualcuno piace caldo1959

marilyn nano

marilyn nano campeggi

Polarità opposta a quella nuvola platinata la capigliatura corvina della irrequieta Elizabeth Taylor, assurta alle cronache rosa per le sue turbolenze sentimentali e per gli innumerevoli divorzi. Cultore della bella forma, estimatore della purezza dei lineamenti del viso, Campeggi non poteva restare insensibile a quel profilo perfetto, a quell’arco sopracciliare, a quella bocca tumida che hanno contribuito non poco alla carriera della star che ha legato il suo nome a quello della sirena del Nilo. Nano ne ha seguito le tappe lungo tutti gli anni ’50 tracciando l’identikit della sua trasformazione da ragazza a donna.

Nano1952

lord brummel1954

rapsodia1954

l'ultima volta che vidi parigi silvano campeggi1954

l'albero della vita1957

la gatta sul tetto che scotta1958

venere in visone - nano1960

Nel 1988 la sua città natale gli ha dedicato una mostra a Palazzo Medici Riccardi: Il cinema nei manifesti di Silvano Campeggi, che ha poi fatto tappa a Parigi e New York (dove il Nostro è particolarmente quotato).

Del 1995 è una personale a Roma al Palazzo delle Esposizioni; mentre nel 1998 Enrico Crispolti ha curato la mostra Sogni attaccati ai muri,  presso il Castello di Poppi, dove il noto critico d’arte vuole mettere in evidenza i pregi pittorici del suo lavoro.

3000 Times. The Art of the Movie Poster (con allusione ai suoi tremila manifesti licenziati per il cinema) è il titolo della mostra newyorkese organizzata dalla Film Society of Lincoln Center nel 2007.

silvano campeggi detto nano

SOPRA: il novantenne Campeggi posa davanti al suo bozzetto per Ben Hur

Più recente la mostre fiorentina del 2012: Maestro, do I need to get undressed? alla Galleria Varart. Infine nel 2013 Campeggi forte del suo bagaglio di manifesti indimenticabili, degni di un manuale di storia del cinema, ha preso parte al Festival Internazionale del Cinema a Syracuse (nello stato di New York).

arch. Renato Santoro – maggio 2016

LINK

https://muromaestro.wordpress.com/2015/09/19/fermo-immagine-cartellonisti-del-cinema-italiano-negli-anni-sessanta/

REPERTORIO CAMPEGGI

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