ARCHITETTURE PISANE DI CORSICA

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Dirimpetto alle coste toscane, dalle acque del Tirreno si eleva un’isola che solo da qualche secolo è stata annessa all’Hexagone territoriale francese ma che per millenni è stata immersa nell’areale culturale, storico e linguistico della penisola italiana. Lo chauvinisme dei cugini d’Oltralpe ha tentato in tutti i modi di recidere i legami naturali della Corsica con etruschi, romani, papi, pisani, genovesi, cioè nel flusso secolare “ordinario” della storia d’Italia. La storiografia francese dopo Ponte Nuovo (1769) ha lavorato molto per “costruire” quello che i sociologi (cfr. Sabino Acquaviva[1]) chiamano sentimento di ostilità nei confronti della sponda dirimpettaia della Corsica, da cui la separa un braccio di mare di appena 195 chilometri. Basti pensare che nelle giornate limpide d’inverno il profilo montuoso dell’isola è visibile persino dai monti della Tolfa attorno a Roma.

Parlando della Capitale, sottacendo i trascorsi imperiali, non va dimenticato che in realtà la Corsica – facendo parte del corpo di donazioni al Soglio di Pietro avvenute nell’VIII secolo – virtualmente farebbe ancora parte di diritto del patrimonio della Chiesa di Roma (che mai riconobbe il passaggio ai genovesi e, di conseguenza, la vendita ai francesi).

Ma qui ci preme percorrere e compendiare le tappe architettoniche che segnano l’inequivocabile tracciato che riconduce alla Penisola e che costituiscono un continuum ambientale che parla il medesimo vernacolo negli episodi di architettura minore di edilizia contadina e che parla il medesimo linguaggio colto negli episodi di architettura alta (religiosa e civile).

L’influenza politica e culturale di Pisa, che fu una delle grandi repubbliche marinare dell’Età di Mezzo, si snoda fra i secoli XI e XIII e l’architettura medioevale di Corsica riflette stile e modalità costruttive di Toscana. Da qui infatti giungevano le squadre di architetti, capomastri, intagliatori, scalpellini che unitamente alla manovalanza del posto hanno dato vita alle pievanie del litorale e dell’interno insulare corso. Le regioni della Castagniccia, del Nebbio, della Balagna sono infatti costellate di “pievi”, gemellabili agli esempi coevi che si ritrovano nel Pisano ma anche in Sardegna.

Pieve è termine architettonico derivato dal latino plebis ed indica la chiesa rurale con battistero annesso, caratteristica del nostro medioevo.

Gli esempi ecclesiali più interessanti e meglio conservati di questo periodo li troviamo a Mariana, San Fiorenzo, Murato, Carbini, Aregno, Montemaggiore, Cambia (nella zona settentrionale dell’isola, cioè quella geograficamente prossima ai porti toscani, detta Corsica Suprana o Banda di Dentro).

CANONICA DI MARIANA

Chiesa dedicata all’Assunta, chiamata comunemente la Canonica, fu consacrata nel 1119 da Landolfo arcivescovo di Pisa. Accanto sorgeva il palazzo episcopale andato distrutto nel XV secolo assieme al campanile. L’impianto è ripartito in tre navate, di cui quella centrale termina con un’abside. E’ modulata secondo gli schemi tipici del romanico continentale e, pur nella modestia delle sue dimensioni, ha un ritmo armonico di controllata eleganza. E’ stata recentemente ripristinata la copertura originaria in lavagna che nel 1931 era stata improvvidamente sostituita da tegole (che ne svilivano il colore ed il sapore caratteristici dell’architettura insulare). Il paramento murario è in pietra da taglio e marmo proveniente dalle cave di Capo Corso. Fregi, decorazione glittica e intarsi della facciata sono di scuola italiana. Il borgo di Mariana sorse su un antico impianto di veterani romani risalente al tempo del console Mario da cui trae il toponimo. Non lontano dalla Canonica, a circa mezzo chilometro, si può visitare la chiesa cimiteriale di S. PARTEO eretta tra XI e XII secolo, restaurata grossolanamente (con sopraelevazione delle pareti laterali a malta cementizia e copertura a coppi).

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IN ALTO: Chiesa di S. Maria Assunta, Mariana (XII sec.), esterno, dettagli, interno

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IN ALTO: chiesa di S. Parteo a Mariana (XII sec.) esterno ed interno

CATTEDRALE DEL NEBBIO A SAN FIORENZO

La chiesa di S. Maria Assunta a San Fiorenzo (Santu Fiurenzu secondo la dizione locale) è la cattedrale della regione del Nebbio. Costruita nel XII secolo in stile romanico-pisano sulla falsariga dell’Assunta di Mariana, è ripartita a tre navate e coro absidato, con facciata ad arcate cieche e decorazione perimetrale ad arcatelle sospese su mensole lapidee.

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IN ALTO: cattedrale di S. Fiorenzo (XII sec.) esterni, particolari, interno

SAN MICHELE A MURATO

La pieve di S. Michele a Murato risale al XII secolo ed è caratterizzata dalla muratura bicroma a corsi di conci di pietra bianca e serpentino scuro come sovente troviamo nel primo romanico toscano ed anche in Sardegna. Dato questo assai significativo della continuità storico-territoriale che lega le tre regioni in una italianità nascente dalla cultura più che dalla politica. Svetta solitaria nell’entroterra montagnoso dell’isola, con il singolare campanile/pronao che costituisce una forte impronta segnica di richiamo simbolico nel panorama circostante.

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IN ALTO: Chiesa di S. Michele a Murato (XII sec.) esterni, interno

SAN GIOVANNI BATTISTA A CARBINI

All’ingresso del paese campeggia solitaria questa elegante e sobria chiesa parrocchiale romanica del XII secolo, ben proporzionata e dall’apparato murario in granito, decorata con estrema semplicità da arcatelle, colonnine e modanature. L’alto campanile a bifore è staccato dal corpo principale, ma si tratta di un rifacimento in stile del XIX secolo. L’impianto è a navata unica, absidata.

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IN ALTO: chiesa parrocchiale di S. Giovanni Battista, Carbini (XII sec.)

SANTA TRINITA’ AD AREGNO

Dedicata alla SS. Trinità e a S. Giovanni Battista, costruita ai margini dell’area cimiteriale di Aregno, si tratta di una pregevole costruzione del XII secolo a pianta longitudinale, in blocchi di granito di diversa colorazione, nelle tonalità dal bigio all’azzurrino, che conferiscono al paramento murario un aspetto oltremodo gradevole. Interessanti i decori, i peducci, le mensole e le sculture intagliati in pietra tenera che ornano la facciata. All’interno sono conservati brani di affresco del XV secolo. L’originario campanile posto in fondo al lato sinistro (visibili nei vecchi rilievi di fine Ottocento) è ormai mozzo e non è stato più ricostruito.

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IN ALTO: Aregno, S. Trinità (XII sec.)

SAN RANIERI A MONTEMAGGIORE

Nella Balagna, nei pressi di Montemaggiore, la chiesa dedicata a San Ranieri (o San Raineru alla còrsa) costituisce un bell’esempio rustico di pieve romanico-pisana dell’XI secolo, improntato alla più severa austerità di un paesaggio aspro e solitario. Il santo godeva di una particolare venerazione tra i pisani.

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IN ALTO: San Ranieri a Montemaggiore (XI sec.)

SAN QUIRICO A CAMBIA

La cappella di San Quirico a Cambia è una piccola pieve rurale del XIII secolo successivamente rimaneggiata nel XV secolo ma nel suo aspetto conserva le caratteristiche tipologiche della Corsica pisana. Si trova nella microregione della Castagniccia, all’interno della Valle Rustica. L’impianto a capanna si evidenzia nella sobria facciata a timpano e arcatelle, di cui si sottolinea la bellezza della muratura a conci di scisto color ocra.

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IN ALTO: pieve di S. Quirico a Cambia (XIII sec.)

Come abbiamo visto con questa serie di campionature, gli ingredienti del ricettario architettonico del romanico-pisano di Corsica sono riconducibili al dosaggio di pochi elementi basici: una sostanziale semplicità di impianto (ad aula unica absidata o a tre navate); ornato ridotto all’essenziale; muratura compatta e utilizzo dell’ottima pietra locale (granito, calcare, scisto usato per le scaglie di copertura); pittoricità d’insieme ottenuta dall’abbinamento di conci di diversa colorazione e dall’inserimento nella grandiosità del paesaggio circostante.

arch. Renato Santoro – Roma, gennaio 2016

NOTE

[1] S. Acquaviva, La Corsica. Storia di un genocidio, F. Angeli, Milano 1988

BIBLIOGRAFIA

G. Moracchini-Mazel, Les églises romanes de Corse, 2 voll., Klinsieck, Parigi 1967

J.A. Cancellieri, Corsica in “Enciclopedia dell’Arte Medievale”, Treccani, Roma 1994

R. Coroneo, Chiese romaniche della Corsica. Architettura e scultura (XI-XIII secolo), AV, Cagliari 2006

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