La “réclame” sulla stampa degli anni Sessanta

Prima che la lingua inglese soppiantasse ogni altro forestierismo, una cinquantina d’anni fa era il francese a imperversare e così da noi il cappotto si poteva chiamare indifferentemente paletot (trascritto anche all’italiana paltò) e poi c’erano: il vestitino chemisier, la mannequin (l’odierna top model), la roulotte (oggi rimpiazzata da caravan), il maquillage (che ha ceduto il posto a makeup), l’affiche (di lì a poco diventata poster), il depliant etc.

La pubblicità prima che diventasse spot si chiamava perciò réclame. Da qui il neologismo “reclamizzare”, cioè propagandare un prodotto magnificandone qualità spesso illusorie.

Vediamo allora qualcuna di quelle inserzioni pubblicitarie che circolavano già insistentemente sulle riviste della nostra fanciullezza. Ancora “esordienti” e un po’ ingenue, si affacciavano con discrezione sulle pagine dei settimanali o dei quotidiani e certo non erano invasive come diventeranno nei decenni successivi. Ma già ci sono alle spalle del messaggio e della sintassi pubblicitaria intere squadre di “creativi”, grafici e studi tecnici che pilotano questo settore trainante della società dei consumi in piena esplosione.

Dal vivaio dei nostri ricordi abbiamo pescato alcune di queste réclames per farle conoscere a chi è venuto dopo, da guardare con benevolenza come veri e propri pezzi di arte pop. Si veda a questo proposito il decollage di Mimmo Rotella del 1961 dal titolo quanto mai illuminante: La vendita continua.

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IN ALTO: Mimmo Rotella, decollage su tela (1961)

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Per il cane a sei zampe del premiato marchio[1] della prima benzina made in Italy –  rappresenta le quattro ruote dell’auto e le due gambe del guidatore – lo staff milanese di pubblicitari coniò lo storico slogan: il fedele amico dell’uomo a quattro ruote! Ma quelli erano gli anni del boom economico splendidamente compendiati in quell’imperdibile film che è Il sorpasso di Dino Risi con un magistrale Vittorio Gassman.

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[1] Oggi diremmo “logo”. Ne furono ideatori, negli anni Cinquanta, Broggini e Guzzi

arch. Renato Santoro – Roma, 20 sett. 2015

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