ILLUSTRATORI ITALIANI NELLA STAMPA PERIODICA DEL NOVECENTO

Già nella seconda metà dell’Ottocento la stampa illustrata italiana rivolta agli adulti consolida una sua ben strutturata linea estetica. Fra i capostipiti vanno sicuramente ricordati: “L’Illustrazione italiana” (1873), “La Scena illustrata” (1885), “La Tribuna illustrata della Domenica” (1890) e “La Domenica del Corriere” le cui accattivanti copertine – abilmente disegnate da valenti grafici di grido, primo fra tutti Achille Beltrame (1871-1945) – hanno fatto sognare generazioni di Italiani (FIGG. 1-2) anche nel corso del nuovo secolo.

FIG. 1 BELTRAME  FIG. 2 BELTRAME

FIG. 1 – FIG. 2: Achille Beltrame “La Domenica del Corriere”

Nel Novecento la tradizione si consolida e continua per almeno tutta la prima metà del secolo e fino agli anni Sessanta, per poi lentamente tramontare sotto la spinta delle nuove tecniche fotografiche e del rotocalco a colori.

FIG. 3 TRAVASO  FIG. 4 MACCARI

FIG. 3: Il Travaso delle idee – FIG. 4: Il Selvaggio

Apre il secolo “Il Travaso delle idee” (1900), fondato da Filiberto Scarpelli (1870-1933), con una connotazione satirica (FIG. 3) che avrà seguito ne “Il Selvaggio” (1924) su cui lascia il segno la pungente matita di Mino Maccari (1898-1989 – FIG. 4). Il 1924 è l’anno che vede la nascita de  “Il becco giallo”, graffiante e antigovernativo; e di un quindicinale di novelle “Le grandi firme” che fece epoca per le sinuose silhouettes delle “signorine” disegnate da Gino Boccasile (1901-1952 – FIG. 5). Ne “Il Marcaurelio” (1931), altra rivista umoristica di enorme diffusione e popolarità durante il ventennio fascista, accanto alle mordaci vignette di Attalo e alle provocanti “maggiorate” di Mameli Barbara (1908-2001 – FIG. 6) pubblica i suoi disegni  un esordiente e giovanissimo Federico Fellini che qui trova il giusto habitat per la sua vena dissacratoria. Negli anni Venti e Trenta “Il Travaso delle idee” si avvale della collaborazione di caricaturisti mordaci come lo stesso Scarpelli, Bernardo Leporini o Sto (alias Sergio Tofano), ma anche di un raffinato disegnatore quale Luigi Bompard (1879-1953 – FIGG. 7-8) alla cui firma si devono eleganti vignette di linea déco e copertine da collezione.

FIG. 5 BOCCASILE  FIG. 6 BARBARA

FIG. 5: Gino Boccasile “Le grandi firme” – FIG. 6: Mameli Barbara “Il Marc’Aurelio”

FIG. 7 BOMPARD 33  FIG. 8 BOMPARD

FIG. 7 – 8: Luigi Bompard: “Il Travaso delle idee”

Nel secondo dopoguerra resistono tenacemente nelle edicole le copertine illustrate delle riviste a grande tiratura: prima fra tutte: familiare e rassicurante “La Domenica del Corriere” con le tavole indimenticabili di Walter Molino (1915-1997, padre spirituale di una nutrita schiera di disegnatori e illustratori attiva in quegli anni, FIGG. 9-12). La segue a ruota “Il Travaso” della fase post-bellica, che con le donnine ammiccanti e procaci di Niso Ramponi, in arte Kremos (1924-2002, FIGG. 13-14), è però rivolto ad un pubblico più smaliziato. In quegli stessi anni si fa strada un periodico di evasione destinato ad una platea femminile che cerca distrazione nel romanzo a fumetto che poi diventerà fotoromanzo; si tratta di “Grand Hotel” (1946) che per le sue copertine degli anni Cinquanta ricorrerà non solo alla mano di Walter Molino, attivissimo in quel periodo, ma anche alla  altrettanto felice matita di Giulio Bartoletti (1919-1976) con le fisionomie dei personaggi ispirati ai divi cinematografici più in voga (FIGG. 15-18).

FIG. 9 MOLINO  FIG. 10 MOLINO

FIGG. 9-10: Walter Molino “La Domenica del Corriere”

FIG. 11 MOLINO  FIG. 12 MOLINO

FIGG. 11-12: Walter Molino “Grand Hotel”

FIG. 13 NISO  FIG. 14 NISO

FIGG. 13-14: Niso Ramponi Kremos “Il Travaso

FIG. 15 BARTOLETTI  FIG. 16 BARTOLETTI

FIG. 17 BARTOLETTI  FIG. 18 BARTOLETTI

FIGG. 15-18: Giulio Bartoletti “Grand Hotel”

Una rivista mensile di moda femminile nata sul finire degli anni ’50 è Arianna, edita da Mondadori, che si distingue per le gradevolissime copertine disegnate a colori da due abili illustratori come Mario Tempesti (FIGG. 19-20) e Rinaldo Geleng (FIGG. 21-22)

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FIGG. 19-20: Mario Tempesti “Arianna” 1958, 1959

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FIGG. 21-22: Rinaldo Geleng “Arianna” 1959, 1960, 1961

Tempesti, attivo già negli anni ’40 (FIG. 23) e poi con la “Domenica del Corriere” e “Grand Hotel”, per la scuderia Mondadori negli anni ‘60 licenzierà le copertine per le edizioni tascabili di romanzi come Addio alle armi (FIG. 24), La nausea o il pirandelliano Uno, Nessuno, Centomila nella collana degli “Oscar”.

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FIG. 23: Mario Tempesti, Il falco, I romanzi del disco giallo, 1946

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FIG. 24: Mario Tempesti, bozzetto per  Addio alle armi (1965)

Geleng (Roma, 1920-2003), ritrattista e cartellonista dalla mano felicissima, trarrà la sua fortuna dall’incontro con Federico Fellini che gli affiderà negli anni Settanta i manifesti dei suoi film, fra i quali spicca – per le sue accensioni cromatiche – l’affiche per Roma del 1972.

Lo staff della Mondadori, che negli anni Trenta aveva lanciato sul mercato dell’editoria periodica da edicola una collana di romanzi polizieschi, aveva puntato sul colore della copertina per far sì che quel genere diventasse per tutti “il romanzo giallo” (o “il giallo” tout-court). Nel dopoguerra le vendite raggiunsero il picco e fra gli illustratori più abili e riconoscibili di quelle ormai leggendarie copertine entrate nell’immaginario collettivo, la personalità di Carlo Jacono (1929-2000) è senz’altro quella che più si impone per qualità grafica, attivo negli anni Sessanta e Settanta anche in altre collane di genere noir e fantascienza, come “I neri di Mondadori”, “Segretissimo” e “Urania” (FIGG. 25-30).

FIG. 19 JACONO  FIG. 20 JACONO

FIGG. 25-26: Carlo Jacono “Il Giallo Mondadori”

1964 i neri mondadori.jpg 1964 i neri.jpg

FIGG. 27-28: Carlo Jacono “I neri di Mondadori”

FIG. 21 JACONO  FIG. 22 JACONO

FIG. 29: Jacono “Segretissimo”  – FIG. 30: Jacono “Urania”

Per la collana “Urania” in quegli stessi anni la Mondadori si rivolge ad un illustratore olandese trasferitosi da poco a Milano, Karel Thole (1914-2000) il cui stile onirico e visionario ben si presta alle copertine che gli vengono commissionate (FIGG. 31-32).

FIG. 23 THOLE  FIG. 24 THOLE

FIGG. 31-32: Karel Thole “Urania”

Nel campo della narrativa poliziesca i romanzi di Maigret occupano un posto a parte perché l’autore, il belga Simenon, ha una felicità di scrittura che ne fa un esponente letterario di qualità. Altrettanto potrà dirsi delle copertine della serie del commissario che la Mondadori affida all’italo-ungherese Ferenc Pinter (1931-2008), il quale possiede un inconfondibile stile illustrativo di taglio decisamente pittorico (FIGG. 33-36) che ritroviamo nelle altre sue copertine degli “Oscar”, la collana tascabile che ebbe il merito di rendere accessibile ad un pubblico sempre più vasto i grandi titoli della letteratura italiana ed internazionale.

FIG. 25 PINTER  FIG. 26 PINTER

FIG. 27 PINTER  FIG. 28 PINTER

FIGG. 33-36: Ferenc Pinter “Oscar” Mondadori

Nel passare in rassegna le immagini di repertorio di questi valenti illustratori di casa nostra, qualcuno avrà anche avuto modo di riconoscere in esse la nostra cultura “pop” degli anni del secondo dopoguerra, parente “cadetta” dei multipli di Warhol, dei fumetti di Lichtenstein, delle tavole di Rockwell.

Arch. Renato Santoro

Roma, 8 settembre 2015

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