ARCHITETTURA A ROMA NELL’ETA’ DEI SEVERI

A mettere fine al periodo di incertezza politica e turbolenze militari ereditato alla morte di Commodo provvede Settimio Severo, provinciale di Leptis Magna in Africa, il quale aveva già dato la scalata a tutti i gradi di una brillante carriera nell’esercito romano. Da imperatore fu vero e proprio dominus e con lui, dopo il secolo di imperatori adottivi, si ritorna alla successione per via dinastica, sicché alla sua morte gli succederanno i figli avuti da Giulia Domna: Caracalla e Geta. foro romano 1930IN ALTO: foro romano e arco di Settimio Severo (in una foto degli anni Trenta)

A Settimio Severo (193-211 a.D.) si deve lo splendido arco trionfale che fa da scenografica quinta al Foro in direzione del Tabularium (I sec. a.C.) e del Campidoglio. Alto 23 metri, largo 25 e profondo 12, è  a tre fornici inquadrati fra snelle colonne corinzie, ed è rivestito da una rigogliosa decorazione scultorea celebrativa della vittoria sui Parti ottenuta dall’imperatore. Dello stesso periodo è il cosiddetto Arco degli Argentari (in realtà è un portale architravato e quindi è improprio chiamarlo così), sito al Velabro, oggi a ridosso del portico della chiesa di San Giorgio. Dedicato all’augusta coppia dagli argentarii et negotiantes huisus loci, è alto 6 metri e largo 3, in marmo bianco, si impone per la ricchezza dei rilievi che rivestono la sobria struttura come la fitta trama di un preziosissimo ricamo. XIXIN ALTO: arco degli Argentari al Velabro (in una foto di metà Ottocento)

Il figlio Caracalla, dapprima co-reggente assieme al padre e al fratello, regna da solo dal 211 al 217 d.C. quando, appena ventinovenne, cade vittima di una congiura. Pur se impopolare per la sua condotta e per il suo stile di vita, in città ha legato il suo nome all’enorme complesso termale, il più grande della Roma imperiale, tuttora impressionante per vastità e imponenza dell’opera muraria, magistrale esempio di ingegneria delle costruzioni degli antichi machinatores attivi nella Capitale dell’Impero. Questi ruderi in opus latericium, sia pure spogliati dai rivestimenti marmorei, dagli stucchi e dalle statue che ne impreziosivano gli interni, conservano ugualmente una spettacolarità difficilmente uguagliabile. Se è vero che l’architettura romana ha fatto della spazialità la propria cifra estetica, questa ne è la sua esemplificazione più immediata. caracalla OLYMPUS DIGITAL CAMERA caracalal 4IN ALTO: terme di Carcalla

La dinastia dei Severi continua con il breve intermezzo di Eliogabalo (218-222 a.D.) imparentato a Caracalla in linea materna. Il giovanissimo sovrano di origini orientali, incoronato quando aveva appena 15 anni, fu particolarmente inviso ai Romani per la dissolutezza dei suoi costumi. Adoratore della divinità solare siriaca El-Gabal (assimilata al Sol Invictus) da cui aveva assunto il nome, appena giunto nell’Urbe fece costruire in suo onore un grande santuario alle pendici del Palatino. Di questo tempio resta soltanto la piattaforma di sostruzione, sulla cui spianata è stata costruita la piccola chiesa di S. Sebastiano. alessandrinoIN ALTO: l’acquedotto Alessandrino 

Chiude la dinastia Alessandro Severo (222-235 a.D.) cugino di Eliogabalo; anch’egli salito al trono molto giovane ma a differenza del predecessore si mostrò più mite e costumato. A Roma si dedicò al restauro e alla manutenzione di molti edifici, dalla Terme di Nerone, che furono perciò dette Alessandrine, al tempio di Iside e Serapide; dallo stadio di Domiziano al Colosseo. Fece costruire l’acquedotto Alessandrino che serviva a rifornire d’acqua le Terme in Campo Marzio e che ancora attraversa i quartieri est della Capitale.

NOTA: per durata di regno l’elenco degli imperatori romani d’Occidente vede al primo posto  AUGUSTO (40 anni e 7 mesi) seguito da: ANTONINO PIO (22 anni e 6 mesi), TIBERIO (22 anni e 5 mesi), ADRIANO (20 anni e 10 mesi), TRAIANO (19 anni e 6 mesi), MARCO AURELIO e CARACALLA ( entrambi 19 anni), SETTIMIO SEVERO (17 anni e 9 mesi), DOMIZIANO e COMMODO (entrambi 15 anni), CLAUDIO (13 anni e 8 mesi), NERONE (13 anni e 6 mesi), ALESSANDRO SEVERO (13 anni), VESPASIANO (9 anni  e 6 mesi) e LUCIO VERO (8 anni). Tutti gli altri non hanno raggiunto i 4 anni di trono.

arch. Renato Santoro – Roma

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