SCENE E COSTUMI DEL CINEMA ITALIANO

Casanova di Fellini

In alto: Danilo Donati, scenografie e costumi per il Casanova di Federico Fellini (1976)

Negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso il film epico in costume godeva di grande popolarità nel cinema italiano. Il genere “peplum” o “kolossal” sin dai tempi del muto (basti pensare alla Cabiria di Pastrone che è del 1914) ha esercitato una forte attrazione sia sui produttori sia sul pubblico in sala. Ma nel secondo dopoguerra, con l’arrivo dei cineasti americani a Roma, anche la nostra cinematografia vide moltiplicare le pellicole con semidei mitologici, eroi romani o cavalieri medievali. Un genere questo che convogliava nei teatri di posa di Cinecittà una pletora di scenografi e costumisti, sarte, falegnami, attrezzisti che con la loro professionalità artigianale fecero scuola.

Di quel periodo sono tre gli scenografi italiani che segnarono con la loro presenza una stagione d’oro del cinema di casa nostra, all’epoca una vera e propria industria trainante che riusciva a produrre qualcosa come trecento lungometraggi l’anno (1964) e a dare lavoro ad un esercito di maestranze.

Veniero Colasanti (Roma, 1910-1996). Al costumista e scenografo romano, insegnante alla facoltà di Architettura di Roma, si devono scene e decori di film di genere come La muta di Portici per la regia di Giorgio Ansoldi (1954) e Adriana Lecouvreur diretto da Guido Salvini (1955); ma soprattutto è con le grandi produzioni americane dirette da Anthony Mann come El Cid  (1961) e La caduta dell’impero romano (1964), che consolida la sua notorietà.

COLASANTI

IN ALTO: V. Colasanti, La caduta dell’impero romano (1964)

POLIDORO

IN ALTO: Satyricon (1968), regia di G.L. Polidoro (scenografie di Flavio Mogherini, costumi di Veniero Colasanti)

FELLINI SATYRICON

IN ALTO: Fellini-Satyricon (1969), regia di F. Fellini (sconografia di Luigi Scaccianoce, costumi di Danilo Donati)

1968: mentre Fellini annunciava il suo Satyricon, il regista Gian Luigi Polidoro lo batte sul tempo, si aggiudica i diritti di titolo alla SIAE e gira un modesto Satyricon con Don Backy e Tognazzi. Il regista riminese, per aggirare il copy-right, è costretto a titolare il suo capolavoro Fellini-Satyricon (1969). Veniero Colasanti disegna i costumi della pellicola di Polidoro. Federico Fellini ingaggia per le scenografie della sua Roma imperiale precristiana uno dei nomi più autorevoli sulla piazza di Cinecittà: Luigi Scaccianoce (Venezia, 1914-Roma, 1981). L’architetto veneziano vantava al suo attivo titoli come Vanina Vanini (1961) di Roberto Rossellini; El Greco (1966) di Luciano Salce; film di Pasolini come Il Vangelo secondo Matteo (1964) ed Edipo re (1967), dove l’elemento scenografico è fortemente caratterizzante.

vanina vanini

IN ALTO: L. Scaccianoce, Vanina Vanini (1961)

Terzo vertice di questa ideale quadratura di quella generazione alla sua maturità negli anni Sessanta è Renzo Mongiardino (Genova, 1916-Milano, 1998). Prediletto da Zeffirelli, lo scenografo genovese lega il suo nome a ben tre suoi lavori cinematografici: La bisbetica domata (1967) con la coppia Taylor-Burton; Romeo e Giulietta (1968) e Fratello sole, sorella luna (1971). Liliana Cavano lo chiama per Al di là del bene e del male (1971).

BISBETICA

IN ALTO: R. Mongiardino, La bisbetica domata (1967)

Di qualche anno più giovane Flavio Mogherini (Arezzo, 1922-Roma, 1994). Sue le scenografie per il ciclo di Ercole (Le fatiche di Ercole, Ercole e la regina di Lidia, rispettivamente 1958 e 1959),  ma anche quelle più nobilitanti per La viaccia (1961) di Mauro Bolognini, Ro.Go.Pa.G. (1963), Satyricon di Polidoro (1968); La monaca di Monza di Eriprando Visconti (1969).

ercole e la regina di lidia

IN ALTO: F. Mogherini, Ercole e la regina di Lidia (1959)

Accanto alla voce scenografia, non meno determinante è l’apporto del costumista. E il cinema italiano può fregiarsi di alcuni dei nomi più autorevoli in questo campo. La parte del leone in quegli anni mitici la fanno  personaggi storici come Novarese, Gherardi, Donati, Tosi.

Vittorio Nino Novarese (Roma, 1907-Los Angeles, 1983). Capostipite dei nostri teatri di posa, si è conquistato un meritato spazio anche nelle mega-produzioni d’olltreoceano. Suoi i costumi di film come  La donna più bella del mondo (1955), La regina delle Amazzoni (1960), Cleopatra (1963), La più grande storia mai raccontata (1964).

regina amazzoni

IN ALTO: N. Novarese, La regina delle Amazzoni (1960)

Piero Gherardi (Poppi-Arezzo, 1909-Roma, 1971). Molto spesso scenografo e costumista si compendiano nella stessa persona e Gherardi alterna con disinvoltura entrambe le attività. Sue sono infatti le scenografie e i costumi di film indimenticabili (spesso proprio grazie alle atmosfere che l’impianto scenico ha saputo costruire) come i felliniani La dolce vita (1960) e 8 ½ (1963) o L’armata Brancaleone (1966) di Monicelli.

Meritano menzione i costumi di Gherardi in Giulietta degli spiriti (1965), ancora di Fellini, e Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano (1969), di Comencini.

casanova veneziano

IN ALTO: P. Gherardi, Infanzia, vocazione e prime esperienze di Giacomo Casanova, veneziano (1969)

Danilo Donati (Luzzara-Reggio Emilia, 1926-Roma, 2001). La sua bacheca di trofei è stracolma: ha lavorato per tutti i grandi del nostro cinema, da Pasolini (Vangelo,1964; Edipo Re, 1967; Decameron,1971) a Fellini (Satyricon, 1969; Roma, 1972; Casanova, 1976); da Zeffirelli (Bisbetica, 1967; Romeo e Giulietta,1968; Fratello sole, sorella luna,1971) a  Bolognini (Madamigella di Maupin,1966).

maupin

IN ALTO: D. Donati, Madamigella di Maupin (1966)

medea tosi

P. Tosi: IN ALTO, Medea (1969); IN BASSO: Morte a Venezia (1971)

6 - Morte a Venezia - 1971 - Cost. Piero Tosi (1)

Piero Tosi (Sesto Fiorentino, 1927). Ha legato il suo nome alle raffinate ricostruzioni di un maestro del calibro di Luchino Visconti e suoi sono i costumi di film memorabili come Il gattopardo (1963), La caduta degli dei (1969), Morte a Venezia (1971),  Ludwig (1972); non da meno la Medea di Pasolini (1969) interpretata da Maria Callas, o i film di Bolognini: La viaccia (1961), Bubù (1971).

arch. RENATO SANTORO – Roma

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